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Emergenza migranti a Milano

Centro profughi alla Stazione Centrale con bar, internet e nursery

Centro profughi alla Stazione Centrale con bar, internet e nursery

Il momento è stato celebrato con grande solennità. Al taglio del nastro del nuovo hub per i profughi le autorità, sia civili che militari, si sono presentate in alta uniforme. Il centro di registrazione e smistamento dei migranti, dopo le peregrinazioni tra il mezzanino della Stazione Centrale e la Galleria delle Carrozze, si sposta nell’ex dopolavoro ferroviario, tra via Tonale e via Sammartini. Per celebrare la prima si sono presentati il sindaco Giuliano Pisapia, i suoi assessori Marco Granelli (Sicurezza) e Pierfrancesco Majorino (Welfare), insieme all’amministratore delegato di Grandi Stazioni Paolo Gallo, ai vertici del 6° Genio Pionieri dell’esercito e al prefetto Francesco Paolo Tronca. Che ha commentato: «Oggi qui diamo prova della capacità di sinergia delle istituzioni milanesi».
Per certi versi il prefetto non ha torto. I 450 metri quadri del dopolavoro sono stati rimessi a posto in meno di 20 giorni. Grazie all’olio di gomito di 15 militari, cui il Comune tramite la Protezione Civile ha messo a disposizione il materiale necessario, trovano casa una serie di servizi che finora si tenevano “en plein air”. L’ambulatorio dell’Asl per l’emergenza scabbia, i servizi igienici, l’ufficio di registrazione del progetto Arca, un locale per il ristoro adesso hanno quattro mura. In più, i profughi potranno sfruttare cinque postazioni web per connettersi ai loro paesi, mentre per i bambini è stato disposto uno spazio per il gioco.
Lo sforzo, però, rischia di essere vano. Tra poche settimane potrebbe essere rimesso tutto in discussione. Grandi Stazioni ha già dato il via a lavori di riqualificazione (circa 1 milione di euro i fondi stanziati) per destinare altri due locali, sempre in via Sammartini, all’emergenza profughi. Si tratta di spazi da 350 metri quadri complessivi, dotati di docce e bagni e di tutto il necessario per la prima accoglienza dei migranti. Stando alla società del gruppo Fs, gli spazi saranno pronti a fine mese. A quel punto, si porrà il problema: mentre associazioni e Palazzo Marino preferiscono lasciare la cabina di regia nella location attuale, non è un mistero che Grandi Stazioni preferirebbe riappropriarsi dei locali del dopolavoro. «È una questione che affronteremo dopo l’estate», commenta l’ad Paolo Gallo. Il rischio concreto è che, dopo le fanfare di ieri, nel giro di due mesi il nuovo hub avrà già abbandonato la sua tanto aspirata collocazione. «Pisapia e Majorino poche settimane fa promettevano ai milanesi esasperati: basta profughi - commenta Riccardo De Corato (Fdi) -. Invece continuiamo a spendere 60mila euro per gestire la cabina di regia, adesso quanto è costata ai contribuenti la ristrutturazione?». «Stiamo nascondendo la polvere sotto il tappeto - aggiunge Matteo Forte (Polo dei Milanesi) -. Così oltretutto si abbandona il presidio di legalità in Stazione Centrale, dove organizzazioni criminali intercettano i migranti». «Visto il drappo rosso a coprire i crolli del soffitto - ironizza Nicolò Mardegan (NoiXMilano) - ieri la giunta Pisapia ha varato l’Expo dei profughi».


di ROBERTO PROCACCINI

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