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La scadenza il 31 luglio

Ritardi e cartelle sballate: Tari nel caos

Ritardi e cartelle sballate: Tari nel caos

Di certo, al momento, c’è solo un dato: gli 8 milioni di euro in più che l’amministrazione Pisapia ha messo in conto ai milanesi per l’incremento della raccolta e smaltimento dei rifiuti nel semestre di Expo. Per il resto, sulla Tari della quale famiglie e imprese dovranno pagare entro il 31 luglio la prima rata, regna ancora il caos.
Anche se le cifre dell’operazione sono note da mesi, da quando cioè Palazzo Marino ha annunciato l’aumento medio del 2,7% della tassa sui rifiuti, il cui importo passerà dai 298 milioni del 2014 a 306 milioni, la scelta di fissare in pieno periodo di vacanze la scadenza dell’acconto si sta rivelando infausta. A due settimane di distanza dalla fine del mese le famiglie e le imprese che non hanno ancora ricevuto il modello F24 per il pagamento dell’imposta sono infatti migliaia.
Con un quarto dei milanesi già in vacanza a luglio, come emerso da una rilevazione della Camera di commercio in collaborazione con Fiavet-Confcommercio Milano, e un altro 67% in partenza ad agosto, è chiaro che i ritardi accumulati dal Comune negli invii si tradurranno in migliaia di bollettini pagati oltre il termine.
Non basta. Se da un lato molti invii stanno accumulando ritardi, dall’altro anche tra quelli già perfezionati non tutto sta filando liscio. «Ci è arrivata notizia di tantissime persone che hanno ricevuto un bollettino contenente errori di calcolo», denuncia Fabrizio De Pasquale, consigliere di Forza Italia. Il fenomeno è tanto diffuso che addirittura «si fa molta fatica a fissare un appuntamento per segnalare errori dell’amministrazione o modifiche che sono intervenute ma non sono ancora state recepite», spiega il consigliere azzurro. Un problema confermato dal numero unico del Comune di Milano, lo 02.02.02, da dove ieri hanno ammesso che le agende dell’ufficio in via Larga, al quale è possibile rivolgersi per la rettifica dei conteggi, sono letteralmente intasate.
«Per il mese di luglio e per la prima metà di agosto le agende sono già al completo», ha spiegato una delle operatrici. «La prima data libera per fissare un appuntamento è il 14 agosto». Impossibile quindi, pensare di riuscire a far correggere eventuali errori prima della scadenza della prima rata. E anche se, come hanno gentilmente spiegato dal centralino del Comune, «chi fissa un appuntamento da agosto in poi può comunque evitare i ritardi nel pagamento, visto che per chi paga la Tari in un’unica soluzione la scadenza è fissata al 30 settembre», la soluzione non sembra destinata a raccogliere un’adesione entusiastica da parte dei milanesi. Sia come sia, «anche dalla Tari si capisce come con questa giunta l’unica cosa che interessi sia riscuotere soldi: con quale rispetto del contribuente poco importa», attacca De Pasquale. Ma sul piede di guerra ci sono anche le associazioni consumatori. «Chiederemo al Comune di mostrare flessibilità e di mettere bene in evidenza sul proprio sito che per chi paga in ritardo non verranno applicate sanzioni o interessi», annuncia Gianmario Mocera, presidente di Federconsumatori Lombardia. Da Palazzo Marino, intanto, assicurano che «trattandosi di un avviso bonario non verranno applicate sanzioni o interessi in caso di ritardato pagamento». Uno schema già adottato l’anno scorso, quando i ritardi erano stati attribuiti al passaggio di consegne nella riscossione tra Equitalia e il Comune. Peccato che a 12 mesi di distanza la situazione non sembri essere cambiata.

di DINO BONDAVALLI

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