Cerca

Pisapia addolorato

La De Cesaris lascia e vuole lo scalpo del Pd

La De Cesaris lascia e vuole lo scalpo del Pd

All’annuncio delle dimissioni della vicesindaco Ada De Cesaris in consiglio comunale è scoppiata a dir poco la bagarre. La Lega Nord ha esposto uno striscione evocativo Bella Ciao che il presidente Basilio Rizzo ha definito offensivo. Sempre meglio, ha suggerito qualcuno, di certi commenti dai banchi della maggioranza da cui sembrava quasi che fosse passata a miglior vita Ada spero tu possa sentirmi ha detto la consigliera Anita Sonego, della Sinistra per Pisapia). Le prime parole di cordoglio per la sua dipartita - politica, s’intende - le ha espresse il sindaco Giuliano Pisapia: Questa mattina - ha detto - ho saputo con sorpresa e con dolore della scelta di Ada di dimettersi e rimettere le deleghe. Vorrei ricordare il suo impegno straordinario in giunta, dobbiamo a lei tanti passi avanti nell’interesse della città come il Pgt, il regolamento edilizio, il recupero di spazi per creare start-up, aree verdi e dedicate alla socialità. Meriti che hanno spinto Pisapia a chiederle di prendersi un ulteriore momento di riflessione. Una spiegazione con una lacuna oggettiva, visto che il sindaco non ha spiegato i veri motivi delle sue dimissioni. A sentire Pisapia sembra che l’ex vicesindaco non sia qui oggi per motivi di forza maggiore - ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella - mentre sappiamo (dalle sue dichiarazioni affidate a Facebook ndr) che si è dimessa per contrasti con la maggioranza. Non si può far credere che abbia davvero lasciato solo per un emendamento su un’area cani, le ragioni sono più profonde: la verità è che si stanno usando le istituzioni per una resa dei conti interna al Pd. Se il sindaco non ha più il controllo di queste dinamiche farebbe bene a dimettersi lui. Opinione condivisa anche dal capogruppo leghista Alessandro Morelli: Rendiamo a De Cesaris l’onore delle armi perchè ha almeno avuto la coerenza e la dignità di dimettersi quando avrebbe potuto benissimo restare “parcheggiata” per altri dieci mesi nel suo ruolo. La verità è che questa amministrazione non riesce a trovare la quadra. Si pensi alla questione dello stadio al Portello: alcuni assessori dicevano sì mentre altri esponenti del consiglio esponevano striscioni di protesta. Ora ci dia delle spiegazioni perchè non basta che abbia parlato con la De Cesaris nel suo salotto: Pisapia deve rendere conto delle motivazioni politiche della scelta. Non lo deve a Morelli o alla Lega, ma ai milanesi. Il problema non è la mancanza di un vicesindaco ma che manca un sindaco - ha attaccato Matteo Forte (Polo dei milanesi) -. Ormai Palazzo Marino viene gestito come un circolo Arci, mentre Marco Osnato (FdI) ha ironizzato sul fatto che la forza gentile di Pisapia si sia arenata sui bisogni di Fido. Polemiche cui Pisapia ha replicato così: Vi piacerebbe che mi dimettessi, vi piacerebbe che il sindaco non mantenesse i suoi impegni. Fin dalle primarie ho detto che avrei fatto un mandato solo, ma fino alla fine. La coerenza è un aspetto della sobrietà e il mio impegno di coerenza di oggi è stare qui e lavorare per la città. Qualcuno, nel centrosinistra, suggerisce che potrebbe partecipare alle primarie come alfiere arancione contro Pierfrancesco Majorino ed Emanuele Fiano, anche se avrebbe probabilmente meno possibilità di loro di vincerle. Inoltre c’è da capire chi prenderà il suo posto: le deleghe sono temporaneamente affidate a Pisapia, che a breve dovrà assegnarle a qualcuno. L’ipotesi più accreditata è che tocchi ancora a una donna.

di MATTEO BORGHI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog