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Colpi di sole

La giunta Pisapia è in frantumi, secondo Majorino la colpa è di Libero

La giunta Pisapia è in frantumi, secondo Majorino la colpa è di Libero

Negli ultimi due giorni il fior fiore degli analisti politici si è scervellato per provare a capire le ragioni che hanno portato il vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris a dimettersi e a certificare la definitiva implosione della giunta Pisapia. Poi è arrivato Pierfrancesco Majorino, assessore al sociale ed aspirante sindaco, e in un paio di righe vergate su Facebook con la scaltrezza dello scrittore consumato, ha mandato a monte ore di discussioni e di analisi svelando il mistero di Palazzo Marino: la De Cesaris (e prima di lei Boeri, Guida, Tabacci e Castellano) se n’è andata per colpa di «Libero» e dei «giornalacci» della destra, che con i loro sorrisi hanno provocato «una ferita che non possiamo accettare».
Quella di Majorino per i «giornalacci» della destra, Libero in particolare, è diventata ormai un’ossessione, tanto che gli attribuisce anche il piano occulto di convincere il Pd (cioè Renzi) a «fermare» le primarie (alle quali lui ha già detto di voler partecipare) e a nominare un «calato dall’alto», in barba ai «partiti del centrosinistra» che «hanno deciso tutti assieme, da lunedì sera, di avviare il percorso che coinvolgerà il popolo di centrosinistra».
Majorino, ne siamo certi, per formulare questi pensieri dev’essersi impegnato parecchio. È dunque gravoso il compito che ci apprestiamo a compiere: riportarlo con i piedi (e la testa) sulla terra. Perché vede, assessore Majorino, se la giunta di cui lei fa parte ha perso per strada cinque assessori non è certo colpa di Libero e dei «giornalacci» della destra; se i candidati (lei per primo) che si sono proposti per le primarie sono talmente poco convincenti agli occhi di Renzi, da fargli venire la tentazione di rottamare le primarie e di investire direttamente un candidato appena credibile (purché lontano anni luce dall’esperienza Pisapia), non è certo per colpa di Libero e dei «giornalacci» della destra.
Anche perché, caro Majorino, parliamoci chiaro: se Libero e i «giornalacci» della destra avessero avuto tutto questo potere, può star certo che il centrosinistra non avrebbe mai messo piede nella stanza dei bottoni di Palazzo Marino. E lei avrebbe avuto molto più tempo per scrivere romanzi.

di Fabio Rubini

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