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Accesso prioritario

Milano, la sinistra regala le case ai rom di via Idro

Milano, la sinistra regala le case ai rom di via Idro

Il tempismo è una cosa importante, soprattutto in politica. Può fare la differenza tra un successo, un fallimento e una rivolta popolare. Giudicate voi la sequenza temporale di questi fatti.
Martedì sera: il Consiglio di zona 2, a maggioranza di centrosinistra, ha votato una mozione che prevede «il superamento dell’esperienza del campo rom di via Idro»; tutto il centrosinistra, poi, ha approvato un emendamento di Sel che chiede di dare ai nuclei famigliari dei nomadi che vogliono integrarsi l’«accesso prioritario» agli appartamenti del privato sociale. Mercoledì mattina: la Squadra mobile organizza una conferenza stampa per annunciare l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare per rapina aggravata, porto abusivo di armi da sparo, lesioni personali, furto aggravato, ricettazione e riciclaggio di autovetture. Quattro dei destinatari sono pregiudicati rom di etnia sinti che vivevano proprio nel campo di via Idro e in quello di via Chiesa Rossa.
Il tempismo, dicevamo, è una cosa importante. La decisione di mettere i rom in una corsia preferenziale per gli alloggi, con oltre 20mila persone in lista d’attesa, fa discretamente arrabbiare l’affollata categoria che ne ha diritto e attende da tempo (anziani, poveri, giovani coppie, disabili), figuriamoci dopo aver letto che a superarli a destra potrebbero essere proprio i residenti di un campo dove gli arresti sono all’ordine del giorno. Arresti non per aver rubato una mela al supermercato ma per aver commesso rapine a mano armata «caratterizzate da una violenza gratuita e impressionante», come ha spiegato il capo della Squadra Mobile, Alessandro Giuliano. Il centrodestra, nel parlamentino di zona, va all’attacco: «Gli italiani perbene sono discriminati» attacca il leghista Samuele Piscina. «La sinistra premia chi vive nell’illegalità». Secondo l’azzurra Silvia Sardone, «per 4 anni la sinistra ha minimizzato i problemi del campo e non ha ascoltato le giuste lamentele degli abitanti dei quartieri. L’annuncio della chiusura è una mossa propagandista».
Delle cinque ordinanze emesse dal gip Laura Anna Marchiondelli su richiesta del sostituto procuratore Enrico Pavone, quattro sono state notificate in galera perché i destinatari erano già dentro per altre vicende. Di questi, poi, due erano stati arrestati durante un blitz della polizia avvenuto il 29 settembre 2014 proprio all’interno del campo nomadi di via Idro. Quel giorno furono catturati sei nomadi (uno dei quali di appena 16 anni) appena tornati dopo aver commesso due rapine a distanza di un’ora e mezza al supermercato Eurospin di via Bagarotti 5 a Milano (durante la quale avevano picchiato un dipendente col calcio della pistola) e allo ZooMegastore di via Vassallo, a Pessano con Bornago. Bottino complessivo di 10mila euro.
Nell’ordinanza, invece, vengono contestate tre rapine commesse 9, il 10 e il 19 settembre 2014. Ovvero la rapina a un uomo della propria automobile nella stazione di servizio di Cernusco sul Naviglio, l’assalto a una tabaccheria a San Giuliano Milanese (con un bottino di 2mila euro in contanti e 13mila in gratta e vinci) e infine il colpo in una sala slot a Carpiano (bottino di 15mila euro). Durante quest’ultimo hanno anche esploso un colpo di fucile che però, fortunatamente, non ha colpito nessuno. Chi conosce anche vagamente la storia del campo di via Idro sa benissimo che questo è solo l’ennesimo capitolo con la giustizia. Ci si augura che le istituzioni, invece, conoscano bene cosa accade all’interno e sappiano giudicare come comportarsi. «È a queste persone che il Comune vuole far pagare l’affitto?», chiede provocatoriamente Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale di FdI. «Mi mandino le ricevute, per favore».

di Salvatore Garzillo

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