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La contraddizione

Renzi fa l'antitasse, il Pd milanese risponde con 300 mila multe

Renzi fa l'antitasse, il Pd milanese risponde con 300 mila multe

Dal palco di Expo, trasformato in tribuna di partito, Renzi parla ai suoi e annuncia un’imminente riduzione delle tasse (se lo dice lui è una benedizione per l’economia, mentre Berlusconi era un irresponsabile quando tolse l’Imu sulla prima casa). Venerdì, giusto per ricordarci come s’interpretano le promesse della sinistra, Palazzo Marino aveva annunciato che sono pronti a partire 320 mila verbali di multe arretrate; alcune risalgono al 2012, altre costituiscono un anticipo di quelle inflitte nel 2013. Si dirà: queste sono sanzioni per aver violato il codice della strada, non tasse. Vero, se non ne costituissero un surrogato improprio.
La giunta arancione, incapace di porre argine allo spreco di pubblico denaro, ha alzato oltre misura ogni gabella e tariffa, senza contare la periodica tosatura di A2A, cui sono state così sottratte le risorse necessarie a tenere in ordine la rete elettrica, come dimostrano le interruzioni all’erogazione e i guasti che si sono susseguiti da un paio di settimane a questa parte; la colpa, ovviamente, è dei milanesi, che quando fa caldo hanno la deplorevole abitudine di accendere i condizionatori.
Una volta raschiato il barile, per fare cassa non restava che infierire sugli automobilisti; d’altra parte, ogni angheria nei loro confronti è giustificata dal pregiudizio ideologico per il quale il traffico privato è una colpa da espiare. Di conseguenza, oltre alla creazione della nefasta Area C, sono stati ridotti i parcheggi e aumentati i divieti di sosta, cui si sono aggiunti gli autovelox carognosi, come quello sul cavalcavia del Ghisallo, all’uscita delle autostrade.
La voracità, tuttavia, non è pari all’efficienza. Gli uffici dei ghisa, non sappiamo se per carenze d’organico o cattiva gestione, non sono in grado di smaltire la montagna di verbali ammucchiati sulle loro scrivanie. Nel tentativo di recuperare i ritardi, di tanto in tanto si abbattono sui milanesi ondate anomale di notifiche e avvisi di pagamento, molti destinati a finire in pattumiera, altri a innescare contestazioni e ricorsi, che vedono quasi sempre il Comune soccombere. Niente d’imprevisto: finché si trova qualcuno disposto a pagare, magari a torto, è grasso che cola.

di Renato Besana

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