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Verso il voto del 2016

Caos primarie nel Pd: si candida anche Boeri

Caos primarie nel Pd: si candida anche Boeri

Volano gli stracci all’interno della sinistra meneghina. A dimostrare che la facciata di «compattezza» e «sintonia» ai piani alti dell’amministrazione cittadina non è così luccicante come il sindaco Giuliano Pisapia vorrebbe far credere è la baraonda di nomi che in questi ultimi giorni si rincorrono come possibili candidati alle prossime amministrative.
Il 2016 è più vicino di quel che si pensi e, ormai, la politica milanese è in piena campagna elettorale. Con la certezza poi che l’attuale primo cittadino non si candiderà alla corsa per il quinquennio 2016-2020, da tutti i partiti amici della maggioranza sono comparsi pescecani pronti a spodestare l'attuale sindaco. Così, le primarie invocate a gran voce da tutto il partito rischiano di divenire «un rodeo» come molti all’interno della maggioranza iniziano a temere. Un primo monito è arrivato proprio da uno degli assessori in carica a Palazzo Marino, Carmela Rozza, che ha sottolineato come se si dovesse continuare con questa giostra di nomi il rischio sarebbe di avere un candidato calato dall’alto e, magari, proprio da Matteo Renzi. Dello stesso parere anche il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri che ha ribadito come «le primarie non sono una fiera delle vanità ma uno strumento per individuare il candidato per vincere le elezioni».
Tornando ai nomi, alla lunga lista di chi si è gettato nella mischia nella speranza di ottenere il posto d’onore in piazza Scala, si è aggiunto ieri Stefano Boeri. Lui, nemco giurato di Pisapia e primo assessore alla Cultura di palazzo Marino, non ha mai nascosto il suo amore per Milano e potrebbe essere il candidato più amico del premier Renzi. Insomma, un candidato ideale in una corte che lo aveva malamente cacciato. È lo stesso Boeri, ieri a Expo 2015 per l’assemblea del Pd ad annunciare di «non escludere» una sua possibile candidatura. «Ci si può impegnare sia nella politica formale che fuori dalla politica formale. Io non ho mai smesso un attimo di pensare a Milano e immaginare il futuro di Milano» ha commentato Boeri «certe volte si può fare politica anche non nella politica, ma questo non esclude che uno a un certo punto possa seguire le condizioni che si creano e decidere di tornare ad avere un ruolo istituzionale nella politica. Oggi questa condizione non c’è ma in futuro potrebbe essere».
Nomi, nomi e ancora nomi dunque, che si aggiungono a quelli già noti di Pierfrancesco Majorino, attuale assessore alle Politiche Sociali e il parlamentare del Pd Emanuele Fiano, già pronti a correre il prossimo novembre. E ancora, tra i papabili potrebbe esserci Ada Lucia De Cesaris, neo dimessa vice sindaco della giunta di Giuliano Pisapia, ma anche - e soprattutto - Umberto Ambrosoli. È proprio lui il candidato più temibile, reduce dalla sconfitta durante le scorse regionali, potrebbe essere il nome in grado di riunire tutta la sinistra radical chic meneghina, abbandonata da Pisapia. Insomma, tanti nomi per delle primarie di centrosinistra sotto la Madonnina che rischiano di diventare più una sagra che una corsa a tenersi la città tanto che l’ironia del consigliere di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato che vede «più candidati che elettori» potrebbe divenire realtà.

di MARIANNA BAROLI

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