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Da piazza Aulenti in giù

Qualcuno fermi il furto: la sinistra fa passerella sui meriti del centrodestra

Qualcuno fermi il furto: la sinistra fa passerella sui meriti del centrodestra

La ciliegina sulla torta è stata la presenza dell’ex vicesindaco Ada De Cesaris all’inaugurazione dell’Unicredit Pavillon nel cuore del nuovo quartiere di Porta Nuova. Lei, la paladina dei “No-Mattone”. Fosse stato per l’ex numero due del sindaco e per quelli come lei, Porta Nuova non sarebbe mai esistita. Come non sarebbe nato il quartiere City Life. E neppure Expo sarebbe a Rho-Pero, ma a Smirne in Turchia. Tutto ciò che c’è di nuovo (e di bello) nella nostra città è merito delle giunte di centrodestra che hanno preceduto la gestione Pisapia. Delle due di Gabriele Albertini, innanzitutto. È sotto la sua amministrazione che si è messo mano a quelle che allora erano definite «aree dismesse». Ce n’erano decine in città: ex zone industriali diventate terre di nessuno. E che oggi si sono trasformate in bei quartieri residenziali con verde, servizi e parcheggi sotterranei. Citylife e Porta Nuova sono il fiore all’occhiello di quella rinascita. Letizia Moratti ha proseguito lungo il solco tracciato dal suo predecessore, col merito di aver portato a Milano la manifestazione che in questi mesi è l’orgoglio della città. Tutto merito loro, del Gabriele e della Letizia. Che hanno agito in mezzo a contestazioni e comitati di quartiere pronti a dire no persino all’installazione di una panchina.
Cambiare il volto di una città abituata all’immobilismo non è stato facile, sono serviti palle e determinazione. Ma a Milano, in questi giorni, è in atto un vero e proprio furto, del quale la presenza della De Cesaris a Porta Nuova è una spia. La sinistra si sta rubando la Milano che risplende sotto gli occhi ammirati dei turisti di mezzo mondo. E lo sta facendo con la copertura dei giornali di sinistra, Repubblica sopra tutti, che da settimane (da quando il sindaco ha annunciato che non si ripresenterà) decantano quanto sia bella la città di Pisapia. L’inserto Il Venerdì della scorsa settimana ne citava le qualità rispetto alla decadenza di Roma e incensava le doti della sua classe dirigente augurandosi un bis del sindaco arancione. Noi, invece, diciamo «giù le mani». Perché questa non è la città della sinistra. Figuriamoci: Pisapia e soci, in quattro anni, non sono nemmeno riusciti a finire il Palalido. I milanesi dicano grazie al Gabriele e alla Letizia, e facciano in modo che a Palazzo Marino, tra meno di un anno torni uno (o una) come loro.

di Matteo Legnani

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