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La partita del centrodestra per le comunali

Berlusconi convoca Romani e gli offre Milano sul piatto

Berlusconi convoca Romani e gli offre Milano sul piatto

Niente Del Debbio, niente Lupi e niente società civile. Silvio Berlusconi ha scelto il suo candidato a sindaco di Milano: Paolo Romani, parlamentare di lungo corso (è capogruppo al Senato), ministro allo sviluppo economico nell’ultimo governo di centrodestra, ma soprattutto poco tenero nei confronti dell’ultimo corso del partito che lui vorrebbe sinceramente moderato e non all’affannosa rincorsa di Salvini e dei temi leghisti. L’ex Cav ne avrebbe già parlato con il diretto interessato nel corso di una riunione tra pochi fedelissimi. Romani, incassata la fiducia del presidente, avrebbe chiesto qualche giorno per valutare la situazione e decidere il da farsi.
In sostanza i dubbi di Romani sarebbero legati alle alleanze nell’ambito del centrodestra. La sua è certamente una candidatura forte, ma non tutti all’interno del centrodestra (e della stessa Forza Italia) sembrano gradire la scelta. Per questo la sua candidatura dovrebbe passare quasi certamente dalle primarie. «Son nomi agostani - dà di spalle Alessandro Morelli, capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino - va bene così. Il centrodestra però non commetta l’errore che sta facendo il Pd: spaccarsi in mille rivoli, con mille nomi e mille candidati. Serve subito un tavolo di lavoro - chiude Morelli - per trovare una base comune e poi un nome che possa rappresentare tutti quanti. Solo così possiamo aspirare a riprenderci il governo della città. Del resto basta guardare all’esperienza di questi quattro anni nei quali il centrodestra unito ha sempre saputo mettere in difficoltà Pisapia e la sua maggioranza».
Ad animare le giornate del centrodestra c’è anche la questione che riguarda la cosiddetta «società civile». Mariastella Gelmini, nell’intervista che ha concesso domenica a Libero, si era augurata di trovare un nome non politico che potesse mettere assieme tutta la coalizione da Forza Italia alla Lega passando per Fratelli d’Italia e Ncd. Un concetto che trova parecchie sponde nel centrodestra, ma altrettanti detrattori. Uno su tutti Giulio Gallera, sottosegretario al Pirellone e consigliere comunale a Palazzo Marino: «Guardare solo alla società civile vorrebbe dire delegittimare la classe dirigente che invece sta mettendo in difficoltà la sinistra». E ancora: «Ben venga l’apporto della società civile, ma la politica non deve abdicare al suo ruolo di guida». Una sintesi sposata anche da Roberto Maroni che dopo aver bocciato l’idea della Gelmini («quando sento questi discorsi mi arrabbio, è come dire che noi facciamo parte della società incivile») lancia la candidatura dirompente (anche all’interno del suo stesso partito) di Maurizio Lupi, esponente di spicco di Ncd ed ex ministro del governo Renzi («Sarebbe un buon sindaco - ha detto il governatore - e io con lui andrei molto d’accordo»). Una proposta che nella visione di Maroni, ha il doppio scopo di ritagliarsi uno spazio rispetto al prorompente Matteo Salvini e di tenere vicino Ncd che in Regione ha numeri e ruoli affatto marginali. Difficile, infatti, che Lupi riesca a spuntarla, visto che sul suo nome c’è, oltre al veto di Salvini e la diffidenza di parte di Forza Italia, anche l’ombra delle sue dimissioni da ministro a seguito di intercettazioni telefoniche quantomeno inopportune.
Anche in caso di primarie sembra difficile che l’ex ministro possa scendere in campo. Lo sanno per primi quelli di Ncd che sull’argomento incassano le belle parole di Maroni, ma non si fanno troppe illusioni. «Io e Alessandro Colucci stiamo lavorando per riproporre quell’alleanza che tanto in Lombardia tanto in Liguria ha dimostrato di funzionare - spiega il capogruppo Ncd al Pirellone Luca Del Gobbo -. Sinceramente non vediamo perché non si possa arrivare a un accordo anche qui a Milano. La sfida che abbiamo davanti è quella di partire con una nuova proposta che sappia tenere il centrodestra unito. Un progetto - conclude Del Gobbo - che deve fondarsi sui contenuti e non sulle poltrone. Solo dopo aver trovato questo programma comune potremo pensare al candidato sindaco e alla sua squadra».

di FABIO RUBINI

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