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Addio al Mc Donald's di piazza San Babila

Paninari e Moncler, una saracinesca chiusa sugli anni '80

Paninari e Moncler, una saracinesca chiusa sugli anni '80

Un vero amarcord anni Ottanta. Da domenica pomeriggio è inesorabilmente abbassata la serranda del Mc Donald’s di piazza San Babila e Milano dice così addio a uno dei primi fast food della città. Correva l’anno 1981 quando all’angolo con corso Europa si accendevano le insegne dello storico “Burghy” destinato a divenire un luogo cult, il ritrovo per eccellenza dei paninari nonché l’epicentro dei movimenti giovanili borghesi dell’epoca. Affascinati dalle griffe modaiole, lo stile di vita proposto si basava sul consumo, il divertimento a ogni costo, la spensieratezza e gli status symbol. Del resto la fama planetaria dei piumini Moncler nasce proprio in quel periodo, andando a ruba tra i ragazzi come segno di riconoscimento di una tribù urbana insieme al jeans con risvolto alla caviglia, felpa best Company per lui e Najoleari per lei, cinturone in pelle del Charro, calze a scacchi Burlinghton e ai piedi le immancabili Timberland, di preferenza alte in camoscio chiaro. Al look molto colorato si aggiungeva il folkloristico linguaggio che per anni ha imperversato nel centro del capoluogo lombardo, in un universo diviso tra “cucadores” e “squinzie”. I giovani stazionavano davanti al Burghy tutto il weekend con il sabato in orario continuato dalla tarda mattinata fino a notte fonda, mentre durante la settimana era usanza ciondolare fino all’altro locale “rivale”, il «Panino» di piazza Liberty. Studenti universitari, neo laureati, ripetenti incalliti e figli di papà hanno creato un mito resistente fino a giorni d’oggi con fior di nostalgici che hanno organizzato nel corso degli anni numerosi revival di fronte alle vetrine di piazza San Babila. Ma adesso si cambia rotta, perché la proprietà dei muri ha deciso di non rinnovare più il contratto al colosso alimentare made in Usa, probabilmente con l’idea di affittare gli spazi a qualche marchio fashion ben felice di pagare un canone maggiore. I paninari doc non si perderanno però d’animo e presto manifesteranno rivendicando il loro luogo d’origine.

di MASSIMO DE ANGELIS

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