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Incubo trasporti

L'ultimo affronto Trenord ai pendolari: treni soppressi per troppo caldo. E spunta il giallo dei turni sbagliati

L'ultimo affronto Trenord ai pendolari: treni soppressi per troppo caldo. E spunta il giallo dei turni sbagliati

È meglio viaggiare su un vagone dove fa un caldo asfissiante o vedersi sopprimere il treno all’ultimo momento? Sono molti i pendolari della stazione Garibaldi che se lo chiedono leggendo sul tabellone ritardi e cancellazioni che Trenord comunica a chi sta per partire. «Il vero problema è che la gente non ha più un livello di sopportazione adeguato. Non va l’aria condizionata? Ci si sventaglia!», si lamenta un capotreno preso d’assalto dai pendolari inviperiti. Ma forse è l’unico a pensarlo visto che Trenord, subissata dai reclami per viaggi infernali dovuti al non funzionamento dei sistemi di areazione è stata costretta a una manutenzione straordinaria della flotta che ha ridotto e in molti casi cancellato le corse. Lunedì, ad esempio è saltato il 10879 delle 19,37 e pure il 10.878 delle 19,52 per Lecco. Il 10788 da Bergamo per Garibaldi che avrebbe dovuto fare tappa a Paderno d’Adda è saltato così come il 10791 da Garibaldi per Bergamo, mentre il 10789 delle 19.01 da Garibaldi ha lasciato la banchina con mezz’ora di ritardo. «Confidiamo nella comprensione dei nostri clienti», si scusa Trenord assicurando il massimo impegno nell’affrontare un’emergenza che, a loro dire, «non ha precedenti nella storia recente». In realtà fanno notare alcuni pendolari rimasti a terra «è solo quello che capita tutti gli anni tra giugno e settembre, in italiano si chiama estate. E ogni anno è sempre la stessa storia». «Il problema dell’aria condizionata», ammette Trenord, «è fortemente connesso all’età della flotta. Oltre il 50% dei treni ha un’età media di 33 anni. Sulla maggior parte di queste carrozze gli impianti di climatizzazione sono stati installati solo successivamente alla loro entrata in servizio. Con le temperature estreme di questi giorni e dopo turni ininterrotti sotto il sole cocente scatta il blocco del sistema refrigerante».
In realtà c’è anche chi lamenta il freddo eccessivo su alcune linee, come la Molteno-Lecco. Una pendolare su Facebook racconta del suo viaggio allucinante (ripreso anche dal Cittadino): «La gente si copre con indumenti mai visti: cartellette di plastica, sacchetti della schiscia, pezzi di giornale, pelli di daino. Qualcuno guarda in direzione del bagno: da un momento all’altro potrebbero uscirne dei pinguini che stanno approfittando del mezzo per migrare. Oppure potrebbe spuntare una foca da sotto il sedile. Oppure ecco il macchinista in tuta da sci che ti offre un bombardino. Intanto il “treno-clima-branca-menta” è arrivato a destinazione: scendo. Metto un piede sul suolo villasantese. Un’ondata di afa mi investe come se fossi stata buttata nel Vesuvio. A quel punto anche noi beduini perdiamo la pazienza. Sono solo insulti a TRE-profondo-NORD».
Da parte sua Trenord ammette che «solo il radicale rinnovamento della flotta consentirà di affrontare situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo. Ma nel frattempo c’è ancora una larga parte della flotta sulla quale l’attività manutentiva non sempre offre i risultati che i nostri clienti si attendono». Giustificazioni accettate dal governatore della Lombardia, Roberto Maroni: «Sono sicuro ci sia l’impegno da parte di tutti per risolvere questi problemi con grande rapidità. Capisco che sia un disagio, ma sono inconvenienti dettati dall’ondata di caldo eccezionale che ha colpito anche il nostro territorio».
Non ci sta, invece, il capogruppo in Consiglio regionale di FdI Riccardo De Corato che ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’assessore ai Trasporti sugli ennesimi disagi che sono costretti a subire i viaggiatori Trenord anche perchè pare che l’aria condizionata c’entri, ma solo in parte. «Hanno sbagliato ancora una volta la pianificazione dei turni dei capitreno», denuncia il responsabile di Legambiente Trasporti, Dario Balotta. «Oggi sono stati soppressi 100 treni anche per questo, non solo per il malfunzionamento degli impianti. Un errore che l’azienda ha commesso anche lo scorso anno e che ancora una volta ha creato il caos». Il Coordinamento delle associazioni dei consumatori, che già ha promosso una class action contro Trenord tutt’ora in corso davanti al collegio della Corte d’appello, chiede a tutti coloro che hanno avuto un disservizio in questo periodo di rivolgersi al Codacons al fine di chiedere il rimborso del biglietto.

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