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Il ragazzo della via Gluck

Celentano bacchetta Pisapia. Ma purtroppo si pente subito

Celentano bacchetta Pisapia. Ma purtroppo si pente subito

Salvate Adriano Celentano da se stesso. Non lo diciamo perché ha annunciato, sul suo blog, che «un altro pezzo della via Gluck sta per essere sgozzato» facendo immaginare l’arrivo dell’isis e invece è solo «l’amministrazione Pisapia» che «ha dato il via allo scempio» cioè «lo sciagurato abbattimento di 573 alberi per la maggior parte secolari». No. Il Molleggiato ci fa preoccupare per quello che scrive subito dopo, quando chiede a Pisapia di dimettersi subito. E fin qui, sarebbe pure coerente. Ma poi gli suggerisce di ricandidarsi. E quindi di rivincere le elezioni. Così potrebbe cancellare l’errore e farsi perdonare. Un ragionamento così contorto che neanche Flavia Vento.
Chiariamo la faccenda. Il Molleggiato è furioso per l’avvio dei lavori per la M4 in via Lorenteggio e in viale Argonne. E dalla tastiera spedisce dolorose sculacciate al centrosinistra meneghino: «È incredibile come il mestiere del politico (nonostante l’avvento del bel Francesco e i suoi giusti moniti contro chi distrugge il Pianeta) sia sceso così vergognosamente in basso. Eppure, caro Giuliano, nonostante sia tua la responsabilità di questo furioso attacco alla “bellezza”, stento a credere che nel tuo animo lo consideri giusto. Qualcuno ti deve aver tradito, raggirato, facendoti cadere in un vortice di menzogne che, essendo malauguratamente politiche, sono proprio le più pericolose. Ma tu puoi risalire e fermare la mano assassina». Avete letto bene. Mano assassina. Ormai ostaggio del caldo africano, l’Adriano nazionale prosegue: «Puoi annunciare le tue dimissioni e ricandidarti ad essere il prossimo sindaco».
Insomma, Pisapia deve mollare ma poi ritornare. Veltroni non l’avrebbe detto meglio. La morale che se ne ricava è la conferma alla regola: per un artista, è sempre pericolosissimo schierarsi contro la sinistra. Quindi bacchetta la giunta ma poi offre una gigantesca carota. Pochi giorni fa, aveva fatto una serenata a Pisapia lodando la nuova Darsena. «Sindaco, sei rock. Peccato che non ti ricandidi». Poi sono arrivate le maledette ruspe a cancellare gli alberi, a «sgozzare via Gluck». Insomma. Celentano usa toni apocalittici. E l’altro giorno la De Cesaris, furiosa, ha lasciato la giunta. Inferocita per un’area per cani. Speriamo piova in fretta.

di Matteo Pandini

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