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Il gioiello di porta Venezia cerca un nuovo sponsor

L'ultimo progetto di Fiorucci: i bagni liberty di Oberdan

L'ultimo progetto di Fiorucci: i bagni liberty di Oberdan

L’ultimo sogno di Elio Fiorucci per la sua Milano si trova a pochi passi dai bastioni di Porta Venezia. Sono i bagni liberty che lo stilista non aveva mai visto, ma che avrebbe dovuto visitare domani accompagnato dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano Carmela Rozza.
Fiorucci aveva dato disponibilità al Comune per dare una mano a restaurarli. «Ci eravamo sentiti venerdì scorso - racconta a Libero l’assessore Rozza -. Lui mi aveva confidato di non esserci mai stato e che era molto interessato a vederli. Avevo intenzione di chiedergli non solo un aiuto materiale - racconta l’assessore - ma anche di fare da catalizzatore per altri benefattori in modo da aiutare il Fai a trovare la somma necessaria a completarne il restauro».
Quella dei bagni liberty (il loro nome ufficiale era Albergo Diurno Venezia) è una storia che inizia negli anni ’20 del ’900 con la loro costruzione e apertura e prosegue fino al 2003 quando dopo svariate traversie e passaggi di competenze tra enti pubblici, i battenti vengono chiusi definitivamente.
La svolta nel difficile percorso verso una sua riapertura arriva con la promozione ad assessore ai Lavori pubblici di Carmela Rozza: «Riaprire i bagni liberty è un mio pallino fin dal giorno della loro chiusura. Non ci credevano in molti quando ho riaperto il dossier, ma adesso direi che ci siamo molto vicini».
Il piano per la loro riapertura è diviso in due parti. La prima «che arriverà a compimento entro novembre» è a carico del Comune e riguarda la risistemazione urbanistica di piazza Oberdan: «Abbiamo rinforzato la soletta dei bagni e sostituiremo le finestrelle per permettere alla luce di filtrare nuovamente all’interno. Le nuove plafoniere saranno costruite con materiali più moderni, ma rispetteranno appieno la storicità del luogo che dovranno illuminare», spiega la Rozza.
La seconda parte del progetto sarà invece affidata al Fai. Il Fondo Ambiente Italiano ha già firmato una convenzione con il Comune di Milano che gli da mandato di occuparsi della ristrutturazione dell’Albergo Diurno Venezia. Per farlo si dovrà andare a caccia di fondi privati e, come detto, Elio Fiorucci avrebbe potuto essere il primo testimonial di questa campagna. «A settembre consegneremo il salone centrale al Fai che dovrà stilare un progetto per la sua ristrutturazione». Sui costi dell’operazione il Comune ha fatto una stima che supera il milione di euro, ma «per stabilire la cifra esatta si dovrà attendere il progetto che dovrà predisporre il Fai coi suoi architetti». L’impegno economico di Palazzo Marino, spiega ancora la Rozza, «si ferma alle opere di superfice. Ma è chiaro che daremo tutto il nostro supporto affinché il Fai possa lavorare con tranquillità».
La novità più interessante che i milanesi troveranno ad attenderli subito dopo le ferie agostane, però, potrebbe essere un’altra. Tra le sue facoltà, infatti, il Fai avrà anche quella di aprire a suo piacimento il salone centrale alle visite: «Questo potrebbe essere una buona occasione per attirare finanziatori», conclude Carmela Rozza. L’ultima volta che i cittadini avevano potuto ammirare ciò che restava dei bagni liberty risale al 22 e 23 marzo del 2014, quando proprio il Fai aveva inserito questo luogo storico di Milano tra i siti visitabili nell’ambito delle «Giornate di Primavera». Da settembre, invece, queste aperture potrebbero essere anche più frequenti, in attesa che i bagni liberty possano tornare ad incantare turisti e cittadini.
Si realizzerebbe così l’ultimo sogno di Elio Fiorucci per la sua Milano e chissà che quegli angioletti colorati invocati ieri da Don Mazzi durante l’omelia funebre recitata in una chiesa di San Carlo gremita di gente, non possano iniziare a «colorare Milano» partendo proprio da piazza Oberdan, a due passi da Porta Venezia.

di Fabio Rubini

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