Cerca

La vittoria di "Libero"

Piazza Gae Aulenti è salva: la Festa dell'Unità trasloca

Piazza Gae Aulenti è salva: la Festa dell'Unità trasloca

Per il progetto della Festa dell’Unità in piazza Gae Aulenti è game over. La kermesse estiva del Pd, come auspicato da questo giornale e da tutto il centrodestra milanese, non si farà all’ombra della Torre Unicredit, gioiello del futuristico quartiere di Porta Nuova che, quando era solo un progetto su carta, il centro-sinistra neanche voleva che si costruisse. Lo stop è arrivato in questi giorni. La risposta ufficiale dei vertici locali del Pd è che la location è troppo scomoda, ufficiosamente pare che sia troppo cara per le casse del partito. Ora le attenzioni dei Dem si concentrano su Parco Indro Montanelli. Ma per il Pd anche il percorso per ottenere i giardini di Porta Venezia si annuncia tortuoso.
Facciamo un passo indietro. Il partito erede del fu Pci-Pds-Ds dalla tarda primavera è alle prese dall’organizzazione della sua festa, in calendario a fine agosto e per un paio di settimane. In cima ai desideri dei Dem c’è piazza Gae Aulenti. È qui, e nella vicina zona dei Bosco Verticale, che vorrebbero piantare gazebo, palchi e tendoni della Ditta. Apriti cielo: tutte le anime del centrodestra, da Forza Italia alla Lega passando da Fratelli d’Italia, alzano barricate contro la sola ipotesi di cedere agli arancioni la piazza. Libero lancia una raccolta firma tra i suoi lettori che raccoglie centinaia di adesioni. Le ragioni di una reazione tanto veemente non sono banali. Uno: risultava insopportabile che il centrosinistra, dopo aver fatto la guerra alla piazza con tutti gli strumenti politici e amministrativi a disposizione, provasse a metterci il cappello. Due: in più non era tollerabile che lo facesse in pieno Expo, «privatizzando» uno spazio gradito a milanesi e vacanzieri.
Ipotesi sfumata. Pietro Bussolati, segretario milanese del Pd, nega che il problema sia economico («Non abbiamo avuto risposta ufficiale del Comune, ma per l’occupazione del suolo valutiamo 100mila euro di costi») e tiene comunque la porta aperta («Decidiamo entro la fine della settimana»). Conferma però che le quotazioni di Gae Aulenti sono in picchiata: «Più semplice organizzare la Festa in uno spazio raccolto». E riconosce che adesso «è quella del Parco Montanelli l’ipotesi favorita». In subordine ci potrebbero essere gli scali ferroviari.
La notizia per il centro-destra è agrodolce. Esulta per la vittoria su Porta Nuova, tenuta al riparo dalle grinfie del Pd. Ma già è in allerta per Porta Venezia. «Come può venire in mente di fare la Festa dell’Unità in un parco? - chiede Riccardo De Corato, Fdi - Se ne avessi parlato io quando ero assessore a Verde e Giardini, i vari Majorino e Granelli mi avrebbero appeso in piazza della Scala». L’ex vicesindaco è pronto a dare battaglia: «Li hanno cacciati da Parco Sempione perché davano fastidio al vicinato - dice - e ora pensano di tornare in una zona ancora più centrale». Non solo: «Il regolamento comunale sul verde è severissimo: come pensano di allestire la festa tra alberi e aiuole?». «Indro Montanelli, grande giornalista conservatore, si starà voltando nella tomba», ironizza Fabrizio De Pasquale, Fi. Se il Pd con una nota rivendica la volontà di tenere la Festa dell’Unità in una zona «vissuta dai milanesi», il consigliere azzurro fa notare: «Per loro sempre meglio stare tra i radical chic che in periferia, dove non hanno fatto niente e dove sanno di andare in contro a contestazioni».
Drizzano le antenne anche le associazioni di categoria del quartiere, curiose di scoprire in che modo verrà calcolato per il Pd il canone di occupazione del suolo pubblico. «A volte sembra che bisogna stare simpatici ai computer per essere trattati bene», scherza Gabriel Meghnagi, presidente dell’associazione Ascobaires. «Lo scorso ottobre abbiamo chiesto per una domenica corso Buenos Aires per una manifestazione non commerciale - racconta - e ci hanno chiesto circa 14mila euro: tariffa massima. Staremo a vedere». «Finalmente il Pd avrà modo di scoprire in che condizioni versa il parco - chiosa Luca Longo, presidente dell’Asscomm Porta Venezia -: da anni ci vivono accampati i profughi eritrei. Chissà se almeno nei giorni della Festa dell’Unità l’assessore Granelli riesce a tenere i giardini al sicuro».

di Roberto Procaccini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog