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Milano verso il voto

Comunali 2016, Sala non si candida. E la sinistra perde la sua unica chance

Comunali 2016, Sala non si candida. E la sinistra perde la sua unica chance

E così la sinistra è riuscita a bruciarsi l’unica chance che aveva per le comunali 2016. Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, non sarà della partita. «La priorità» - ha detto - «è l’Esposizione universale». E se qualcuno ne dubita è pronto a metterlo nero su bianco.
Lo sfogo, va detto, è avvenuto alla fine di una commissione comunale in cui la solita sinistra di palazzo, col presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo in testa, ha fatto davvero di tutto per fargli perdere le staffe mettendo in piedi l’ennesimo incomprensibile teatrino sui numeri di Expo e su tabulati dei tornelli. Neanche mezzo milione in più o in meno di visitatori cambiassero il dato di fatto che l’esposizione è un successo al di là di ogni aspettativa. Ma la sollecitazione a sgomberare il campo dai dubbi è arrivata da Forza Italia, spiazzata dalla decisione di Sala di accogliere il 18 luglio scorso l’assemblea nazionale dem: «Se in qualsiasi momento mi sentissi non in grado di essere indipendente», ha detto il commissario, «andrei via da Expo domani. Se qualcuno nel cda paventasse questo rischio io sono pronto a dire che non sono interessato alla candidatura perché per me conta fare bene Expo». Punto. Chiuso. Arrivederci e grazie ai vari Bussolati e compagni. Se la vedano loro la partitetella della primarie. C’è da scommettere che l’annuncio abbia provocato non poco scompiglio nel Pd. Giusto ieri mattina si erano svegliati col retroscena di «Repubblica» sulla grande lotteria del centrosinistra per Milano aperta sul tavolo della cucina. Il caffè da una parte e il virgolettatto di Sala dall’altra. «Me la sentirei» recitava il quotidiano, «ma è la vicenda delle primarie che fatico a capire... certo un ticket con Majorino mi interesserebbe». Signori attenti, non solo un impegno concreto ma addirittura il ticket con Majorino. Poi ieri pomeriggio la doccia fredda: «Non ci sto». Un bel cambio di passo. E adesso c’è qualcuno che immagina sia stato propria la corsa in avanti di Repubblica a infastidire il commissario, che è un uomo del fare e i retroscena e i retropensieri non li gradisce. E c’è già chi spera che dopo il 31 ottobre tutto cambi. Pare difficile. Intanto tranquilli. Restano sempre Majorino e Fiano. Il primo che a Expo vuol metterci i clochard, accanto allo stadio, tanto per «valorizzare» l’area e rompere le uova nel paniere al Milan. E l’altro che pensa basti invocare l’esercito e il Cerutti Gino per conquistare voti. A meno, certo, che spunti l’ex sindaco Ada de Cesaris, una che ha mollato Milano per un’area cani di periferia.

di SIMONA BERTUZZI

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