Cerca

Dopo il taglio delle pulizie

Aler taglia il riscaldamento a chi è moroso

Aler taglia il riscaldamento a chi è moroso

L’Aler di Milano taglia il riscaldamento agli inquilini morosi. Una «scelta difficile», come ammette la stessa azienda lombarda dell’edilizia residenziale, eppure dovuta. Sì, perché i costi economici sostenuti da via Salemi sono oramai al limite del sopportabile: ogni anno le casse meneghine dell’Aler subiscono un ammanco di circa 40 milioni di euro per mancati rimborsi. «Non possiamo fare il bancomat di chi non vuol pagare», chiarisce senza giri di parole il presidente Gian Valerio Lombardi.
Così sono partite le prime lettere. Della serie: «Abbiamo avviato le procedure tecniche e amministrative necessarie per sospendere il servizio di riscaldamento a partire dalla prossima stagione che va dal 15 ottobre 2015 al 15 aprile 2016». Una misura dettata dal bisogno, insomma, come l’iniziativa partita qualche mese fa di sospendere il servizio di pulizia nelle case popolari, quando fioccarono critiche a più non posso. «Gestiamo oltre 67mila immobili in provincia, non riusciamo più a pagare i fornitori perché a nostra volta non siamo pagati: non intendiamo mettere in difficoltà nessuno, ma gli utenti devono corrispondere quanto dovuto esattamente come avviene nel libero mercato», chiarisce Lombardi. Anche perché in quel buco di introiti mai versati si annidano furbetti e disonesti, inquilini cioè che pur avendo la possibilità economica di saldare il proprio debito con l’azienda preferiscono trincerarsi dietro il non-posso. Non a caso Aler sta portando avanti un’azione mirata a scovare queste situazioni. L’ultima a Milano, una manciata di giorni fa: un inquilino dichiarava 7mila euro di reddito, ma i controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate hanno scoperchiato l’inganno, il suo fatturato ammontava a quasi 180mila euro. È stato denunciato. Intendiamoci, non tutti i locatari delle case popolari sono nelle condizioni di poter far fronte alle spese: Aler lo sa benissimo. Tanto più che la giurisprudenza recente ha distinto tra morosità colpevole e incolpevole. La prima riguarda i furbetti del condominio pubblico; la seconda interessa invece quanti sono colpiti da «fragilità sociali» di vario genere e quindi sono nell’impossibilità materiale di saldare i propri debiti. Per loro dovrebbero intervenire i Comuni con attività di sostegno, ma il condizionale è d’obbligo. In sei anni (e su un totale di 134 Comuni) unicamente l'amministrazione di Rozzano ha istituito un fondo di solidarietà in questo senso, nonostante i continui solleciti a destra e a manca da parte di Aler. Nemmeno l’arancione Milano ha provveduto. «Le varie amministrazioni comunali della Provincia di Milano sono subito pronte a chiedere a noi di continuare a erogare i servizi però non si preoccupano minimamente di sostenere le fasce deboli come pure dovrebbero fare», sferza Lombardi. Di più. Perché i Municipi lombardi chiedono cassa senza troppe remore. Imu, Tasi, imposte comunali: Aler paga, e paga conti salati. Giusto per farsi un’idea: il primo acconto che l’azienda ha versato per il 2015 a Palazzo Marino ammontava a 6 milioni di euro. Somma che, a occhio e croce, raddoppierà entro fine anno, quando Aler dovrà saldare il conto. Totale: circa 12 milioni di euro (nel 2014 erano 10 milioni e 800mila), e solo per il Comune di Milano. Non proprio spicci, ecco. «Siamo disponibili a trovare una soluzione concordata, ma anche i Comuni devono fare la loro parte, buttare la croce solo addosso a noi è ingiusto», chiosa Lombardi. «È finita l’epoca in cui Pantalone paga per tutti», commenta Giulio Gallera, consigliere a Palazzo Marino per FI: «L’iniziativa di Aler mirata a stanare i furbetti è condivisibile».

di Claudia Osmetti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog