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L'intervista

Festa dell'Unità ai giardini Montanelli. De Corato: "Uno schiaffo alla città"

Festa dell'Unità ai giardini Montanelli. De Corato: "Uno schiaffo alla città"

«Una provocazione in termini». Peggio: «Uno sfregio». Che solo a pensarlo il piatto di salamelle e cianfrusaglie dem adagiato sulla lettera 22 della statua Montanelli dei giardini di Porta Venezia «viene da far le barricate».

De Corato lei l’avrebbe mai chiesto il parco Montanelli per la festa di Fratelli d’Italia?
«L’avessi chiesto io mi avrebbero appeso in piazza Scala. È una sfida a Milano e ai cittadini. Un atto di protervia inamissibile».

Eppure è vero. Il Pd vuole festeggiare nel parco più bello di Milano. Oggi presenterà il progetto.
«Non c’è un solo partito al mondo che abbia chiesto il centro della città per farci la sua festa. Neanche Tognoli o il Pc, all’epoca, avrebbero osato tanto».

C’è il precedente della festa Pd al Sempione però.
«Ma quello è un parco di 450mila metri e comunque in una zona più decentrata. Vi immaginate voi cosa vivrà il quartiere in quelle due settimane? Già mancano i parcheggi. Già il traffico è congestionato in condizioni normali. Figurarsi con il via vai di persone che ci sarà. D’accordo che i dem sono ecologisti e si muovono in metro ma saranno 15 giorni di macello, il traffico imploderà. Per non dire della sicurezza».

Dica pure.
«Monteranno le cucine. Allestiranno ristoranti arabi e africani, i loro stand di cucina cubana. Tutto questo però significa avere bombole del gas in un quartire abitato. Con tutti i rischi connessi, una follia».

Anche il verde corre qualche rischio. Difficile che migliaia di persone non si riversino sui prati.
«Vorrò vedere il deposito cauzionale che verseranno. Chiederò personalmente cifre astronomiche di fideiussione, perché parliamo di un’area di altissimo pregio. Il Comune si deve cautelare. Cosa succederà la sera del comizio finale con un palco mastodontico e centomila persone che vengono da tutt’Italia?».

Un vero sgarbo a voi che l’avete rimesso a nuovo.
«Abbiamo speso decine di milioni per quel parco, risistemato l’area dei laghetti e tutta la parte che si affaccia in piazza Cavour. Si rischia di rovinare tutto».

Cosa potrebbe pagare il Pd di Cosap?
«Presumo la più salata prevista. Non so se saranno contenti. Fu per la tassa sul suolo pubblico troppo elevata che fuggirono dal Sempione».

Però non sembrano disposto a ripensarci. Hanno già rinunciato a piazza Aulenti.
«Io mi appello a Fiano e Majorino. Al buon senso dei candidati alle primarie. Facessero al Forlanini, la loro festa, che è un parco grande e decentrato.Oppure a Sesto ».

Che farete se chiudono l’accordo?
«Chiederò a tutte le opposizioni una protesta formale. Andremo agli ingressi dei giardini e cercheremo di far capire alla sinistra che quello è un affronto che Milano e i milanesi non possono e devono sopportare».

Il Comune passa la palla e dice che la decisione spetta agli uffici tecnici.
«Non scherziamo, sono stato vicensindaco anch’io. So bene quello che può fare e non può fare una giunta. Questa è una decisione solo politica e la giunta ha il dovere di dire no, se no cosa ci sta a fare».

di Simona Bertuzzi

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    31 Luglio 2015 - 14:02

    Non si possono sistemare da un'altra parte e creare meno scompiglio? Una zona frequentata da bambini ed anziani verrà deturpata perché ormai è risaputo che dove passa e staziona il Pd lascia sporco, disordine e, dovendo stare aperto di notte diventerà un dormitorio e latrina aperta per clandestini

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