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Città Metropolitana vicina al dissesto finanziario

Per salvare la Grande Milano palazzi all'asta per 190 milioni

Per salvare la Grande Milano palazzi all'asta per 190 milioni

Il primo gruzzolo arriva dal palazzo di corso di Porta Vittoria: l’ultimo bando per la cessione, scaduto nei giorni scorsi e andato deserto come i precedenti, spiana la strada all’offerta di 39 milioni dell’Autorità per l’Energia. La montagna da scalare, per la Città Metropolitana, è però molto più alta: oltre 90 milioni di deficit e le dita incrociate per l’ancora di salvataggio che dovrebbe arrivare dal Parlamento. «Ne sapremo di più settimana prossima» dice Pietro Romano, sindaco Pd di Rho e delegato al Bilancio della Grande Milano. «Intanto proseguiamo con il piano delle cessioni, l’immobile di Porta Vittoria è un primo passo».
L’accordo con l’Autorità per l’Energia, ente al quale la nuova Provincia aveva riservato il diritto di prelazione, farà incassare 6 milioni in meno rispetto alla base d’asta fissata nel bando. «Ma tutte le precedenti aste sono andate deserte e per noi quello stabile era solo un costo» sottolinea Romano.
Il piano vendite della Città Metropolitana, approvato il 7 luglio, riguarda tutti i palazzi di pregio non strategici dell’ente - dalla prefettura di corso Monforte alla sede culturale dello Spazio Oberdan - e punta a incassare 190 milioni. Se il Parlamento darà la possibilità - come chiede Milano - di coprire parte del buco con la vendita dei palazzi, la voragine di bilancio potrebbe restringersi.
I tre pezzi pregiati sono la sede della prefettura di corso Monforte, valutata 39 milioni di euro, la caserma dei carabinieri di via Moscova (29,8 milioni) e la caserma dei vigili del fuoco di via Messina (del valore di 29 milioni): i palazzi, oggi affittati allo Stato, dovrebbero essere acquistati dalla società Invimit sgr, di proprietà al 100% del Ministero delle Finanze. Un altro ente pubblico che rileverà i muri ma non cambierà la destinazione degli uffici. Stessa sorte per la caserme di via Schiapparelli, via Copernico e via Carabelli. Dallo Spazio Oberdan, nelle intenzioni della Città Metropolitana, arriveranno 10 milioni di euro.
Poi c’è il capitolo degli appartamenti. Da via Varanini 27 a via Settembrini 32, da via Boiardo a via Cucchi. Totale (teorico)di incasso teorico in seguito a un bando pubblico: 11 milioni di euro. Includendo anche le proprietà fuori Milano, si arriva a un monte cessioni di 190 milioni. Il piano delle vendite prevede un orizzonte temporale di tre anni, da qui al 2017, ma la Città Metropolitana conta di chiudere l’intesa con il Ministero delle Finanze entro la fine dell’anno. Critico il consigliere metropolitano Luca Lepore: «La Città Metropolitana è morta prima di iniziare, non è sbagliato vendere immobili che non servono all’ente ma ci vuole un piano per il futuro. Qui si prevedono partite di giro con lo Stato, come nel caso di caserme e prefetture, ma dall’anno prossimo rischiamo di tornare da capo. E gli immobili che saranno messi sul mercato difficilmente troveranno un acquirente». Il bilancio preventivo, in attesa di possibili aiuti di Palazzo Chigi, resta tutto in salita.

di MASSIMO COSTA

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