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I renziani vogliono i Giardini Montanelli

La Soprintendenza si inchina alla festa del Pd

La Soprintendenza si inchina alla festa del Pd

Giusto un paio di giorni fa la giunta Pisapia ha rimandato la decisione sull’assegnazione dei Giardini Indro Montanelli al Pd per la Festa dell’Unità: un rinvio necessario a garantire verifiche in particolare per quanto riguarda l’impatto sul verde, trattandosi di aree di pregio. Ieri è arrivato però, il disco verde (informale) della soprintendenza: "Non ho ancora approfondito - ha dichiarato la soprintendente Antonella Ranaldi a Repubblica - ma da quanto posso sapere finora non sono a conoscenza di particolari criticità per lo svolgimento dell’evento ai Giardini, che sono già stati utilizzati per altre manifestazioni in passato". Una presa di posizione che, come prevedibile, ha fatto insorgere il centrodestra. Di "dichiarazioni sconcertanti" ha parlato l’ex vicesindaco Riccardo De Corato (Fdi) aggiungendo che "se verrà data la concessione, non solo andrò a esaminare le carte ma invierò un dettagliato esposto alla procura della Repubblica<". Già perchè, sostiene De Corato in una lettera inviata alla soprintendente proprio due giorni fa, "su quei giardini, esiste un doppio vincolo, monumentale e ambientale" e quindi "ogni deroga a tali vincoli dovrà essere ampiamente motivata e documentata circa l’interesse pubblico che dovrebbe sovrintendere a tale manifestazione, in quanto è una festa di un singolo partito". Dello stesso avviso il consigliere Fabrizio De Pasquale (Forza Italia): anche lui ha scritto alla Soprintendenza per "far presente che le altre manifestazioni tenute in passato nei giardini Montanelli non hanno mai avuto nè una durata nè uno spazio occupato lontanamente paragonabile a quelle richieste dalla Festa dell’Unità". De Pasquale vuole fare anche chiarezza sui costi: nel 2012 alla maison di moda John Richmond erano stati chiesti quasi 300mila euro (295.533 per la precisione) per una sfilata ai Montanelli dall’11 al 19 gennaio, scesi poi a poco meno di 80mila (79.566) dopo estenuanti trattative. "No a ulteriori sconti ulteriori - ha detto De Pasquale - per il Pd". Infine c’è chi ha chiesto spostare la festa altrove: il capogruppo della Lega Alessandro Morelli la vorrebbe a Piazza Affari, Silvia Sardone (Fi) in viale Padova: "Ciò che offro loro - continua la Sardone - non è una soluzione di ripiego, ma un luogo che loro stessi definiscono la parte migliore di Milano. Una zona che, come è noto a tutti, soffre di degrado e criminalità".

di Matteo Borghi

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