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Occupazioni abusive a Lambrate

I rom sgomberati sono già tornati. Ma Palazzo Marino nega l'evidenza

I rom sgomberati sono già tornati. Ma Palazzo Marino nega l'evidenza

Sgomberato un campo se ne fa un altro. Succede a Milano, la città dell’Expo, dove la scorsa settimana Palazzo Marino trionfalmente annunciava di aver allontanato una ventina di nomadi da via Rubattino. Neanche il tempo di farsi intervistare per commentare l’epica impresa e già gli abusivi si stanno riorganizzando per trovare altri posti da occupare nel quartiere. La mappa delle favelas meneghine è stata distribuita ieri da Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione: ponte tangenziale est entrata parcheggio Bracco, palazzo di Cristallo area ex Innocenti tra via Rubattino e via Caduti di Marcinelle, ponte tangenziale est fine Parco Laghetto via Caduti di Marcinelle, area Rubattino sotto tangenziale est parcheggio fronte ex Cesi, via Pini, via Sbodio 16, via Arrighi angolo via Oslavia, via Caduti missione di pace dentro al cantiere vicino asilo, piazza Rimembranze di Lambrate sede fissa di bivacchi dalla mattina alle 7.30 fino a sera, via Cima ex casa dei Ferrovieri.
«L’assessore Granelli che il 23 luglio gioiva per la mirabolante operazione di sgombero di un campo nomadi a Rubattino dimostra di non essersi mai mosso dalla sua poltrona e di non avere la minima idea delle condizioni di quel quartiere», tuona De Corato mostrando gli scatti dei residenti della zona Tre che hanno fotografato discariche a cielo aperto, panni stesi, camper, baracche, gente che fa i suoi bisogni dietro le auto.
«La verità è che questa giunta al massimo ha spostato, non sgomberato, qualche campo, pochissimi, tanto che i nomadi a Milano sono raddoppiati dal 2010 a oggi: 3.000 nomadi oggi (fonte Naga), e 1.500 nel 2010, (dati dell’ex prefetto Gian Valerio Lombardi, intervistato dal Corriere della Sera)».
Da parte sua il Comune non ci sta ad essere tacciato di immobilismo e snocciola i dati degli sgomberi nella zona. «Dal 2014 a oggi sono state allontanate 1.739 persone, in prevalenza di etnia rom, e 215 veicoli, soprattutto camper e roulotte», si giustifica Palazzo Marino in una nota. «Gli ultimi interventi di allontanamento sono del 23 luglio in via Arrighi e via Trentacoste , dove attualmente non risultano occupazioni abusive, così come non risultano in via Caduti di Marcinelle, nell’area di via Folli/via Sbodio, nell’edificio T9 di via Rubattino, nell’area ex Innocenti, nell’area di via Rubattino adiacente al CESI, in via Rubattino 84, in via Cima».
«Il Comune di Milano», conclude la nota, «sta perseguendo un meccanismo di messa in sicurezza e controllo di tutte le aree. Laddove sussistano ancora situazioni di insediamenti abusivi si sta provvedendo, insieme ai proprietari delle aree e degli edifici, a individuare interventi in grado di ripristinare la legalità, impedendone l’accesso e la rioccupazione da parte dei nomadi».
Eppure ci sono le foto: le ha scattate giovedì scorso Alessandro Gusmaroli di Lambrate Informa. «Mi chiedo con quale coraggio mandino in giro comunicati del genere», tuona Gianluca Boari, consigliere di zona Tre. «Il 23 luglio c’è stato lo sgombero, il 26 mi sono arrivate le prime segnalazioni di tende e baracche nella Casa di Cristallo, il 29 ho mandato una mail per segnalare la cosa al sindaco, a Granelli e alle Forze dell’Ordine. Invece di negare l’evidenza potrebbero andare a controllare di persona e scoprire che già ci sono nuovi insediamenti». La ricetta di Boari è semplice: «Gli allontanamenti devono essere continui e ravvicinati altrimenti non ha senso. Solo in questo modo sì dà un messaggio chiaro ai nomadi. Invece la giunta Pisapia per i primi due anni del mandato non ha fatto nulla e la città si è riempita di abusivi».

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Commenti all'articolo

  • anna.tomasi

    18 Novembre 2016 - 13:01

    non le ruspe, lanciafiamme ci vogliono.

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