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Il giallo della fiera di Casteggio

Lo scandalo del Pinot tarocco, altri 120 agricoltori nel mirino

Lo scandalo del Pinot tarocco, altri 120 agricoltori nel mirino

Lo scandalo dei falsi vini Doc che ha travolto la cantina Terre d’Oltrepò si arricchisce di novità inattese. Nel consiglio di amministrazione entrano il numero uno di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini e l’omologo di Confcoperative, Maurizio Ottolini. Questo mentre il tam tam degli ambienti investigativi riferisce della possibile iscrizione sul registro degli indagati di 120 soci conferitori sui 900 totali. Gli inquirenti avevano riscontrato anomalie su circa 300 profili.
Ed entra inaspettatamente e incolpevolmente nel gorgo che rischia di travolgere tutto l’Oltrepò delle bollicine anche la Fiera di Casteggio, dove si svolge Oltrevini, da un quarantennio la manifestazione più quotata del settore a livello locale. Ebbene ieri sono stati cancellati dal profilo Fecebook di Oltrevini ben quattro eventi in calendario. Immediata la reazione della Rete dove è rimbalzata la notizia che l’edizione 2015 della rassegna enologica sarebbe stata cancellata.
«Nulla di tutto questo», precisa un portavoce della Clastidium Lavora, ente organizzatore di Oltrevini. «In effetti», aggiungono da Casteggio, «sono stati rimossi dal profilo Facebook della fiera alcuni eventi, ma riguardavano l’edizione 2014 e non quella che si terrà, regolarmente, dal 18 al 20 settembre prossimo». Un giallo destinato a rimanere tale.
Nel frattempo, dopo la burrascosa riunione a porte chiuse svoltasi a Terre d’Oltrepò giovedì, con alcuni soci che chiedevano le dimissioni del cda, l’arrivo nel consiglio di due esponenti di primo piano del mondo agricolo lombardo, Prandini e Ottolini, dovrebbe assicurare l’autorevolezza e la trasparenza necessarie a traghettare la baracca verso l’imminente vendemmia e oltre, quando la procura di Pavia chiuderà il filone principale delle indagini. E si potrà pensare al futuro.
Una iniezione di credibilità all’organismo di gestione dopo gli sbandamenti seguiti alle ultime indiscrezioni sull’inchiesta. A Prandini e Ottolini toccherà pure il compito di dare un apporto decisivo nell’individuare una strategia che consenta di far svolgere regolarmente la vendemmia e ottenere il dissequestro di vasche e cisterne dopo che gli inquirenti hanno messo i sigilli all’intera produzione 2014 di Terre d’Oltrepò: 17 milioni di litri di vino fermi in cantina. Una strategia che però non deve intralciare le indagini, giunte a un passaggio decisivo.
Dal fronte strettamente giudiziario, infatti, arrivano nuove indiscrezioni sul sistema parallelo che avrebbe permesso dal 2003 in poi, questa l’ipotesi accusatoria, di trasformare in Pinot Grigio altri tipi di vini molto meno pregiati. Con una contabilità parallela su cui sarebbero arrivati importanti conferme ora al vaglio degli inquirenti. Conferme che però inguaierebbero alcuni soci.
Il meccanismo prevedeva che partite non trascurabili di esempio Riesling e Chardonnay, entrassero nel ciclo produttivo della cantina come Pinot grigio. Per disegnare con precisione i contorni della truffa gli inquirenti controlleranno da vicino, nelle vigne e in cantina, la prossima vendemmia. Dal confronto tra i quantitativi 2015 con quelli registrati nel 2014 emergeranno le responsabilità individuali.

di ATTILIO BARBIERI

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