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Giuliano Pisapia regala due moschee a Milano

Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia visto da Benny

I milanesi si libereranno di Pisapia, forse (ancora oggi il sindaco si diverte a tenerli sulla graticola con lo spauracchio di un ripensamento dell' ultimo minuto). Ma si terranno tutti i suoi disastri, a cominciare da due moschee fresche di bando, annunciate ieri alla città. La prima sarà realizzata al Palasharp (prontamente ribatezzato Palasharia o Palallah) e la seconda in via Esterle, zona via Padova, uno di quei quartieri di periferia, per intenderci, che il sindaco doveva riqualificare ma che è diventato sotto la sua amministrazione uno stillicidio di degrado, violenza e immondizia di ogni genere.


Entrambe le moschee fanno capo al Caim, il coordinamento delle associazioni islamiche noto per il suo rigore. Per il Palasharp c' è addirittura un progetto firmato dall' archistar Italo Rota che già ad aprile annunciava di aver fatto le cose in grande, con giardini di luce e giochi di vetro capaci di rendere indimenticabile l' esperienza. Sulla seconda, invece, grava un contenzioso con il Comune dell' associazione vincitrice (la Bangladesh Cultural e Welfare Association) a causa di una moschea abusiva (in via Cavalcanti) mai chiusa nonostante l' amministrazione imponesse un cambio di destinazione d' uso. Contenzioso che potrebbe riaprire i giochi e comportare l' assegnazione a un' associazione islamica diversa.


Dettagli, sia chiaro. Perché il nocciolo della questione non cambia. Il sindaco di Milano ha fatto cartastraccia della volontà di migliaia di milanesi che le moschee non le volevano vedere neppure col binocolo. Ha ignorato le obiezioni, le proteste, le raccolte firme (compresa quella del nostro giornale). Se ne è fregato dell' esasperazione di quartieri costretti a fare i conti con luoghi di culto abusivi nati negli scantinati di periferia senza nessun rispetto delle più elementari regole di sicurezza (per quattro è stata chiesta la chiusura). E che solo a ventilargli un' altra moschea in città, apriti cielo. La stessa opposizione in Comune è stata scavalcata senza colpo ferire.
Certo, nei mesi, la questione è diventata un tantino ingombrante per l' amministrazione. Non per il sindaco, si intende, che si è levato un bel macigno di dosso nel momento stesso in cui ha annunciato con un anno d' anticipo che non aveva intenzione di ricandidarsi. Ma per la sinistra sicuramente. Risultato: dopo aver tergiversato mesi (ben cinque) prima di aprire le buste, dopo aver contestato in mille modi possibili (scomodando addirittura il premier Renzi) la legge regionale che tentava di porre un minimo di regole ai nuovi luogi di culto, l' assessore ai Servizi Sociali Pierfrancesco Majorino ha avuto l' idea di chiedere un' indagine supplettiva alla prefettura. Un controllo approfondito sul chi e come e sulla trasparenza dei finanziamenti (oltre a un passaggio in consiglio mai ventilato prima). Il tutto domenica, vigilia dell' apertura delle buste. Tempismo perfetto. «C' è un vuoto legislativo nazionale», ha detto l' assessore, «e una scelta locale mai fatta prima».


Doveroso chiedere un supplemento d' indagine. Il Caim ovviamente ha già alzato le barricate chiedendo pronta smentita all' amministrazione: «Non si può dire che sia mancato il tempo per ulteriori verifiche» ha detto il responsabile del Coordinamento Davide Piccardo. «La richiesta getta un' ombra di sospetto sulle nostre associazioni e asseconda pregiudizi pericolosi». In effetti non essendoci un precedente di istruttoria prefettizia a bando chiuso, sono in molti a pensare che la richiesta tardiva del Comune sia frutto di mero calcolo politico. E non solo dell' assessore - ambiziosissimo candidato alle primarie dem insieme al deputato Emanuele Fiano - ma di tutta la sinistra. Il ragionamento suona pressappoco così: faccio il bando per contentare la parte di elettorato che mi interessa conquistare, poi però allungo i tempi e lascio il fardello della realizzazione alla nuova amministrazione. Furbo il ragionamento. D' altronde di che stupirsi. È la Milano di Pisapia. E le moschee sono solo l' ultimo disastroso regalo ai milanesi. Postilla, tanto per rendere l' idea del caos imperante: le associazioni escluse dall' assegnazione hanno già annunciato che andranno a pregare per le strade. Ne vedremo delle belle.

Simona Bertuzzi

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Commenti all'articolo

  • Bolinastretta

    05 Agosto 2015 - 10:10

    ogni moschea in Italia una chiesa a casa loro... no problem!! l'avete votato tenetevelo e pure le mosche-e

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    • NessuNoTutti

      05 Agosto 2015 - 21:09

      Nella città musulmana,di un paese musulmano dove vivo ci sono 18 chiese ed il bello é che ogni domenica sono affollatissime. Prevalentemente di ragazzi africani che qui lavorano e si arrangiano a campare....Pero' voi non svegliatevi dal vostro torpore che vi permette di vivere nel mondo irreale che vi siete costruiti...

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  • fepi65mi

    05 Agosto 2015 - 10:10

    facciamo lo stesso anche noi.... costruiamo chiese ovunqueeeeeee

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  • eziocanti

    05 Agosto 2015 - 09:09

    Questo pseudosindaco, i milanesi, se lo sono meritato tutto ! Hanno votato lui ed il suo programma ? Adesso non si lamentino, zitti, in fila ed allineati come tutti i veri DEM-enti/PD-oti ! Saluti.

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  • attualità

    05 Agosto 2015 - 07:07

    Dopo queste due ne chiederanno altre e cento...Il piano dei mussulmani; prendere tutto l'occidente. I sindaci che danno autorizzazioni alle costruzioni delle moschee sono sindaci nemici dell'Italia,e grandi mafiosi.

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