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L'asso del centrodestra

Milano, Matteo Salvini in pressing su Paolo Del Debbio: il giornalista è il candidato del leader della Lega Nord

Matteo Salvini e Paolo Del Debbio

Pare un balletto. Il centrodestra che lo tira per la giacchetta. Lui che declina con la cortesia e il fascino del toscanaccio: «Non c’ho voglia, mi diverto a fare il giornalista». Ma il pressing è cominciato e ha tutta l’aria di continuare in barba ai «no» e alle titubanze. Ieri, per esempio, il segretario della Lega Matteo Salvini, nel marasma della campagna anti-moschee, ha buttato lì l’amo: «Su Del Debbio metterei la firma domani mattina». Che anche a volerlo leggere come un abile tentativo del leader leghista di smarcarsi dalla partita per Milano, offrendo una valida alternativa al suo esigentissimo elettorato, ha tutti i crismi dell’endorsement. Ancora più significativo se si pensa che l’appoggio, e per di più incondizionato, va a colui che è stato tra i fondatori di Forza Italia e ne ha scritto il programma. Insomma, mica roba da poco.

I due d’altra parte si pigliano. E non è un solo un fatto di pelle. Parlano la stessa lingua, immigrati, sicurezza, crisi. I quartieri che vanno a rotoli sotto il peso di amministrazioni rosse incapaci. La gente che non riesce a tirar fine mese e mica ci sta a vedersi soffiare i diritti e la casa dai soliti occupanti abusivi. Per non dire delle politiche dell’accoglienza, che non è accoglienza ma una croce quando ti trovi la via invasa dall’ennesimo campo abusivo. Se Salvini è sulla strada a macinare chilometri e la rabbia delle periferie, Del Debbio è sul palco di Quinta colonna a dare il microfono alla gente.

Qualcuno ha definito il giornalista il «manifesto dell’antisnobismo televisivo»: urla, si sbraccia, arrotola fogli e parla tanto schietto che ai commentatori più esigenti viene l’orticaria («non si è mai visto un filosofo parlare tanto semplice...»). Eppure piace. Talmente tanto che con lui gli ascolti impennano e i contatti web impazziscono. Salvini l’ha capito e come lui il resto del centrodestra. La coordinatrice di Forza Italia Mariastella Gelmini è stata la prima a lanciare la sua candidatura in una rosa di nomi che comprendeva anche Vittorio Feltri e Carlo Sangalli: «Il candidato deve avere le palle», ha detto la Gelmini a inizio estate. «Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di buttarsi in una sfida di grande generosità. E Del Debbio ha una grande comunicativa, è in grado di parlare alle persone, tra l’altro ha anche un’esperienza amministrativa importante». «Fosse lui il candidato, il centrodestra avrebbe la strada in discesa», è l’opinione che circola nei salotti della politica. «E allora sì che per la sinistra sarebbero casini».

Anche Fratelli d’Italia non ha dubbi: «È l’uomo che unisce tutti», dice Carlo Fidanza dirigente Fdi, «capace di parlare alla pancia ma anche alla Milano borghese, produttiva, e upper». L’uomo della sintesi, insomma, col pregio che Milano la conosce perché l’ha frequentata da assessore. «Ho già dato in politica», spiega Del Debbio. «Forse Salvini ha un bel ricordo della mia esperienza da assessore, lui allora faceva il capogruppo. È stato un bel periodo ma era 15 anni fa, adesso mi interessa altro». Qualche maligno ha accampato che dietro il diniego ci siano ragioni di vil denaro. «Macché», fa del Debbio, «certo lo stipendio sarebbe più basso, ma quello fa parte della partita, se dico “no” non è certo per soldi». E se lo chiamasse il Cav? «Direi di no lo stesso». Non sarà facile insomma. Il personaggio, va detto, non le risparmia al centodestra: «Mi sembra nel marasma a Milano, e di nomi non ne vedo». In effetti il discorso non fa una piega. Sacrificato Salvini alla partita con Renzi, escluso Lupi per imcompatibilità con Salvini, non restano molte alternative. Claudio De Albertis, certo, è uno che piace parecchio ma dovrebbe rinunciare alla carica dell’Ance (ass. nazionale costruttori).

Quanto a Gianfelice Rocca ha detto chiaramente di non essere interessato alla partita. Resta Giuseppe Sala, commissario Expo, ma finché dura l’Esposizione di candidarsi (con chicchessia) non se ne parla. Dunque la partita è su Del Debbio. Il classico asso nella manica che può cambiare le carte in tavola. Il pressing è iniziato. E continuerà settimane. Tanto per dire, a Ferragosto Salvini e Del Debbio saranno insieme a Ponte di Legno per la Pontida dell’estate, uno intervistato e l’altro intervistatore, ma guai a vederci qualcosa di più. O forse no.

di Simona Bertuzzi

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Commenti all'articolo

  • mai

    07 Agosto 2015 - 12:12

    Del Debbio nel suo lavoro è insuperabile, perchè fargli fare altro? Io non ce lo vedo in un altro contesto. Non dico che non ne sarebbe capace ma continuare a fare quello che fà, per me sarebbe meglio, comunque se deciderà altrimenti faccio i miei migliori auguri.

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  • Vittori0

    07 Agosto 2015 - 12:12

    Dott.Del Debbio,si tappi le orecchie con cera e non ascolti il canto ammaliante delle subdole sirene!!

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  • zhoe248

    06 Agosto 2015 - 22:10

    del debbio è più utile che rimanga a fare il giornalista visto che è l'unico che porta in tv no chiacchiere, retorica ma i problemi reali della gente.

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  • gigi0000

    06 Agosto 2015 - 16:04

    Preferirei Salvini sindaco di Milano e Del Debbio presidente del consiglio. Salvini in questo ruolo, proprio mi spaventa, mentre Del Debbio, al posto di Berlusconi, credo starebbe proprio bene.

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