Cerca

Dopo la proposta di Fdi

Test antidroga ai politici: sì di Forza Italia e Lega. Protestano Pd e grillini

Test antidroga ai politici: sì di Forza Italia e Lega. Protestano Pd e grillini

Farsi analizzare un capello per dimostrare di essere “pulito” non è un grande sacrificio per un politico che non ha nulla da nascondere. È per questo che la proposta di Riccardo De Corato di sottoporre tutti gli assessori e consiglieri regionali e di Palazzo Marino a un test antidroga ha trovato grande adesione. A cominciare dal vice presidente di Regione Lombardia Mario Mantovani, che da Twitter ha condiviso l’iniziativa, fino ai consiglieri di zona come l’azzurra Silvia Sardone, passando per il capogruppo del Carroccio al Pirellone Massimilano Romeo e il consigliere comunale di Fi Fabrizio De Pasquale. Tutti sono pronti a fare le analisi e rendere pubblici i risultati. «Mi ci ero già sottoposto quando ero assessore a Monza, non ho nessun problema a rifarlo da consigliere a Milano», ha spiegato il leghista Romeo. «Mi offro fin d’ora al test», annuncia Sardone auspicando analogo comportamento da parte di tutti i colleghi nei consigli di zona e in particolare quelli di Forza Italia. «È fondamentale», ha puntualizzato Sardone, «dimostrare con i gesti che gli azzurri non si sono mai allontanati da certi principi morali e di legalità e che certi comportamenti e vizi non possono trovare spazio fra le loro file». Concetto ribadito da De Pasquale che annuncia la richiesta formale al presidente Rizzo di ripetere l’esperimento voluto da Letizia Moratti. Ovviamente soddisfatto De Corato che ha spiegato come con la sua iniziativa voglia rispondere «alla raccolta di firme dei radicali per portare in consiglio regionale una proposta di legge sull’utilizzo di cannabis per uso terapeutico che rappresenta il viatico per la liberalizzazione». Dichiarazione che ha mandato su tutte le furie i grillini Iolanda Nanni e Paola Macchi: «De Corato la smetta di fare campagna elettorale sulla pelle di chi soffre», hanno tuonato spiegando che «è provato scientificamente che queste sostanze, somministrate sotto stretto controllo medico, agiscono come antidolorifici, antispastici e antinausea senza effetti collaterali. Per quanto ancora l’ignoranza e il pregiudizio dei politici ostacoleranno i diritti delle persone?». Da parte sua Alessandro Giungi, consigliere comunale PD, ci tiene a precisare che «qualche decina di norme sulla privacy e una mezza dozzina di articoli del codice penale e civile rendono tale richiesta irricevibile. Chi lo ritiene, si faccia il test - a sue spese! - e magari lo pubblichi sulla propria pagina Facebook, ma eviti di coinvolgere chi non lo desidera».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog