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Via Comacchio

Palazzo Aler occupato, la polizia sgombera 200 sudamericani

Palazzo Aler occupato, la polizia sgombera 200 sudamericani

Era iniziato tutto nel luglio del 2012. In una notte. In poche ore i 56 appartamenti vuoti del palazzo al civico 4 di via Comacchio erano stati occupati da 200 sudamericani arrivati in massa dopo uno sgombero da via Neera. Ben 16 famiglie, per lo più peruviane, che si erano organizzate per colmare il vuoto lasciato dagli inquilini regolari che l’Aler aveva spostato in altri alloggi per consentire la realizzazione del progetto di ristrutturazione del condominio. Ma l’impresa aggiudicatrice era fallita e i lavori si erano fermati. Ieri mattina un blitz coordinato di polizia, carabinieri, locale, gdf e vigili del fuoco ha sgomberato via Comacchio. I lavori ripartiranno a breve. L’occupazione è finita senza tensioni, contrariamente alle aspettative. In pieno agosto, infatti, i centri sociali sono praticamente deserti e nessun antagonista si è presentato per sostenere la causa degli occupanti. Così i sudamericani hanno accettato di uscire senza opporre resistenza: 200 persone, di cui 50 minorenni. In questi anni sono state tantissime le segnalazioni da parte dei residenti dei palazzi vicini per schiamazzi, cumuli di rifiuti lasciati all’ingresso, risse tra ubriachi. Gli interventi hanno sempre avuto un effetto temporaneo, fino a ieri mattina. «Ora, forse, ritroveremo un po’ di serenità - commenta il condomino dello stabile popolare di fronte - Durante il giorno si poteva anche sorvolare ma di notte, molto spesso, era un disastro. La musica altissima, più bottiglie che a un festival. Un disastro». Il Comune ha precisato che ai sudamericani non sono stati offerti alloggi ma «servizi di accoglienza temporanea comunitaria» e che le famiglie non saranno divise come talvolta avviene in caso di mancanza di posti. «È importante che si siano finalmente ricreate le condizioni per far ripartire i lavori di ristrutturazione - si legge in una nota diffusa da Marco Granelli (assessore alla Sicurezza e coesione sociale), Piefrancesco Majorino (assessore alle Politiche Sociali) e Daniela Benelli (assessore alla Casa e Demanio) - Ora però è necessario che Aler apra immediatamente il cantiere: questo è l’impegno prioritario per contrastare il degrado e rispondere al bisogno di case delle persone in lista di attesa. Siamo disponibili a offrire tutto il supporto necessario per aiutare le famiglie in difficoltà ma chiediamo ad Aler un impegno deciso e immediato, come abbiamo ribadito anche in occasione del Tavolo in Prefettura, per mettere a disposizione gli alloggi necessari». Il problema secondo il trio di assessori è la presenza di alloggi vuoti in città che «favorisce le occupazioni abusive e il degrado». Questo è paradossale se consideriamo che ci sono centinaia di famiglie con requisiti in regola in attesa di un alloggio popolare. Per Riccardo De Corato il blitz è un primo passo che deve condurre a un altro risultato: «Agire subito con i 250 abusivi di via Gola, dove la situazione è diventata una vera emergenza, così come in altri immobili comunali e di Aler».

di Salvatore Garzillo

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