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Carissimi politici basta sfilate in periferia senza risolvere nulla

Carissimi politici basta sfilate in periferia senza risolvere nulla

Carissimi politici di destra e di sinistra, l’estate che sta rapidamente sfumando tra una botta di sole e un temporale improvviso, ci ha regalato una sfilata nelle periferie della città senza precedenti. Giorno dopo giorno le case Aler, quelle comunali, le zone degradate della città, quelle che uno fatica a credere si trovino davvero a Milano, le avete battute senza perdervene una.
Chi, la destra, lo ha fatto per spiegare ai cittadini che la gestione di Pisapia è disastrosa, che aveva promesso di fare delle periferie il centro del suo mandato e invece ha fatto l’inverso e che, insomma, per fortuna il 2016 è vicino così lo si rimanda a fare l’avvocato e allora sì che le case popolari diventeranno quartieri tipo Beverly Hills.
Chi, la sinistra, lo ha fatto per raccattare qualche voto per le primarie e per dire che in fondo se le case Aler (e quelle del Comune) cadono a pezzi, se non funziona nulla, la sicurezza è un optional e se la percentuale degli appartamenti occupati e inversamente proporzionale a quella di un paese civile, beh la colpa è di quelli di destra che per anni se ne sono fregati. E poi c’è Salvini con la ruspa e Maroni che non caccia la grana. Ma se nel 2016 rivinciamo, allora sì che quei quartieri diventeranno come Beverly Hills.
In mezzo a tutto questo circo ci sono loro, quelli che in queste case ci abitano, quelli che con il degrado, la delinquenza e l’abusivismo ci devono convivere tutti i giorni. Quelli che vedono sfilate di politici di destra e di sinistra e con rassegnazione stringono mani, sorridono per educazione, con la certezza che a settembre, alla riapertura dei palazzi, tutti si dimenticheranno delle periferie. Succede così ogni anno. Tanto l’estate è appena finita e alla prossima mancano un sacco di mesi.
Ecco carissimi politici di destra e di sinistra. Se proprio volete fare qualche cosa di veramente rivoluzionario, per una volta provate a risolvere i problemi di queste persone. Al Pirellone si metta finalmente mano alla seconda parte della riforma delle Aler di cui nessuno parla più. In Comune si smetta di difendere il diritto all’occupazione e si proceda a sgomberi e a lavori di manutenzione. Poi tutti assieme fate un bel tour delle periferie. Forse ci sarà qualche giornalista in meno, ma molta più gente felice di stringervi la mano. Ché il buonsenso non ha colore politico.

di Fabio Rubini

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