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Dalla stazione Centrale a piazza Tricolore

Un italiano e cinquanta africani, viaggio sul tram dei clandestini

Un italiano e cinquanta africani, viaggio sul tram dei clandestini

Alle 12 dell’ultimo sabato di agosto raccolti alla fermata di piazza Oberdan ce ne sono, a occhio, una cinquantina. Aspettano il tram 9, che li porterà, a poche fermate di distanza, in piazza Tricolore, dove c’è la mensa dell’Opera San Francesco. Nei fine settimana i flussi calano sensibilmente, ma ciò non evita che i vagoni della linea urbana siano stipati di stranieri, in massima parte profughi della cosiddetta emergenza Eritrea e, in misura minore, siriani. Come ogni giorno da più di un anno a questa parte, vanno a pranzare presso l’istituto caritatevole francescano. Come ogni giorno, ancor più in queste ultime settimane, il tram diventa roba loro. Il problema non è solo del 9: lo stesso fenomeno, in proporzioni minori e solo su alcune tratte, si vede sul 23, sull’1 o sul 54, bus che ferma proprio davanti l’opera. E non è solo dell’orario di pranzo: dal momento che l’Opera offre ai meno abbienti anche la cena, in serata si replica.
«Non si può andare avanti così», si sente borbottare tra i passeggeri e dire in maniera più convinta dai dipendenti Atm. Alle 12 dell’ultimo sabato di agosto, si diceva, sul 9 più o meno 4 passeggeri su 5 sono profughi. «È sempre così?», faccio alla conducente. «Questo non è niente, deve vedere negli altri giorni», risponde prima di chiudersi in un prudente riserbo. «Non sono autorizzata a parlare con i giornalisti», mi dice quando le chiedo se si è mai sentita non al sicuro.
Spesso i passeggeri, quando vedono arrivare alla fermata i convogli pieni, desistono e non salgono neanche. Oppure, se sono già su, preferiscono scendere e proseguire a piedi. Chi rimane si fa stretto e, alla lettera, si tura il naso, visto che la maggior parte dei compagni di viaggio dorme all’addiaccio ai Bastioni di Porta Venezia o in Stazione Centrale. Per questo scelgono il 9. I profughi partono in larga misura dal dormitorio di via Ferrante Aporti, e dai giardini di piazza Duca d’Aosta, cioè dove si trova il capolinea del tram. Quando poi il mezzo da piazza Repubblica svolta su viale Vittorio Veneto, carica gli accampati in zona quartiere Eritreo.
Da quando l’Opera San Francesco, che in media distribuisce 3000 pasti al giorno, si è fatta carico degli immigrati provenienti dal Corno d’Africa, quest’ultima quota di pubblico si è fatta rilevante.
«C’è da dire che sono anche pigri - scherza un passeggero - potrebbero fare due passi e andarci a piedi, sono poche centinaia di metri». Inutile dire che di titolo di viaggio non se ne parla: «Anzi, sono talmente tranquilli nella loro posizione - spiega un controllore dietro garanzia di anonimato - che se chiedi loro almeno di scendere, non lo fanno, mentre se si esasperano i toni subito ti accusano di razzismo». Ci sono ripercussioni anche per gli altri clochard: «Stanno sempre tra di loro, fanno casino e non rispettano la fila in mensa», racconta amaro un artista di strada calabrese che vive in una tenda in zona Navigli. La questione è destinata ad arrivare nei palazzi: «Mercoledì porterà il problema alla riunione con i vertici aziendali - afferma Giovani Lucca del sindacato Sama Confail -. Chiederemo uno sforzo all’azienda per risolvere in tempi rapidi la situazione». «Il Comune sa della faccenda: abbiamo presentato una mozione e chiesto un’audizione con il presidente Atm - commenta Igor Iezzi, consigliere comunale della Lega Nord -. Sono oltretutto persone che viaggiano senza biglietto». «Chiederemo di istituire navette speciali per il trasporto dei profughi alla mensa - aggiungeMassimiliano Rositano, tranviere e consigliere del Carroccio in Zona 3 - così da non assistere più a queste situazioni».

di Roberto Procaccini

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Commenti all'articolo

  • acer2000

    31 Agosto 2015 - 21:09

    I razzisti sono altrove!!! Forse al governo! !! Se io che ho dei documenti sono rintracciabile ho codice fiscale ecc.. e mi permetto di fare ciò che questi sconosciuti prepotenti mi farebbero il c...lo a questi invece hotel italia

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