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Il nuovo anno scolastico

Niente lezioni al sabato, la svolta del Parini divide prof e studenti

Niente lezioni al sabato, la svolta del Parini divide prof e studenti

La campanella suonerà ufficialmente il prossimo 14 settembre e a Milano, al liceo classico Parini, ci si prepara a dare il benvenuto al sabato libero. La settimana corta, già introdotta negli anni scorsi soprattutto in istituti profesionali e tecnici, debutta nel liceo più prestigioso del centro. Quello che attende gli alunni della quarta ginnasio «G» del liceo Parini, uno dei licei classici storici di Milano, è un cambiamento storico: due giorni alla settimana, infatti, l’orario verrà prolungato fino alle 14 (con due intervalli).
In compenso, il sabato niente lezioni. La svolta arriva grazie alle venticinque adesioni delle famiglie che hanno fatto scattare la sezione senza sabato. L’istituto aveva chiesto infatti ai genitori degli studenti quale soluzione di orario preferivano. Numero minimo raggiunto e via libera alla sperimentazione. A fine anno, infatti, si tireranno le somme sui risultati di queste fantomatiche settimane corte, sia dal punto di vista didattico che dal punto di vista gestionale, e si valuterà se rendere effettivo il regime corto per tutte le sezioni del Parini. Non è la prima volta che lo storico liceo meneghino si trova di fronte alla possibilità di modificare i suoi orari.
Già due anni fa, dopo un appello inviato alle scuole dalla Provincia di Milano, l'ex preside tentò di introdurre la sperimentazione. Un fallimento, ai tempi, per il no categorico dei genitori molti dei quali ancora oggi storcono il naso all'idea di due giorni di "pausa" dalle lezioni.
Se oggi non sono più i presidi ad avere il dubbio che spalmare un’offerta didattica su cinque giorni non sia sufficiente, sono anche gli studenti a dividersi. L’Unione studenti chiede che l’orario rimanga invariata. Sette ore in un giorno solo, in una giornata già pesante, «distruggono letteralmente il cervello» e portino solo risultati negativi. E sono gli stessi alunni ad ammetterlo: avendo sei materie diverse in una giornata, a disposizione un pomeriggio scarso per prepararsi al giorno successivo e la stanchezza accumulata nella giornata appena superata, «il nostro lavoro ne risentirebbe in termini di resa».
Inutile anche appellarsi al tanto ribadito "portarsi avanti» nel fine settimana lungo. «Non funziona mai» spiegano i ragazzi dell’Uds «siamo stati o siamo tutti giovani e sappiamo che tutto questo discorso del portarsi avanti non funziona, soprattutto con una concentrazione così alta di materie in un giorno solo».

di MARIANNA BAROLI

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