Cerca

Il capogruppo Fi in Senato: ho le carte in regola

Barricate Lega contro Romani: "Non sarà il nostro candidato"

Barricate Lega contro Romani: "Non sarà il nostro candidato"

«Ma Romani non era di Monza? Il presupposto base per fare il candidato sindaco di Milano è aver fatto politica a Milano». Igor Iezzi, segretario provinciale e consigliere comunale leghista, salviniano doc, liquida con una boutade le dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani che domenica, a margine di un dibattito alla Festa dell’Unità ai Giardini Montanelli, commentando gli ultimi rumors che lo vedrebbero come candidato alla successione di Giuliano Pisapia, ha detto di avere tutte le carte in regola per farlo. Romani, milanese di nascita ma con alle spalle un’attività politica in Brianza (è stato assessore all’Urbanistica e all’Expo a Monza), pur schermendosi dietro la formula di rito «sto bene a fare quello che faccio a Roma», su Palazzo Marino ha lasciato più di una porta aperta: «Come milanese non ho nulla da invidiare a nessuno, avrei tutte le carte in regola». Battute a parte, Iezzi puntualizza: «Credo che in questo momento ci sia bisogno di serietà da parte di tutti, non è sparando nomi a caso per marcare il territorio che si fa il bene della città».
Più diplomatico il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale Alessandro Morelli: «Noi siamo per trovare un accordo tra segreterie di partito e territorio su un nome fuori dalla politica». Se così non fosse e se «Forza Italia dovesse decidere di proporre Romani o un altro uomo di partito, noi faremo sicuramente i nostri nomi». In sintesi, si andrebbe alle primarie: competizione che, vista per il momento soltanto come estrema ratio, i lumbard sono convinti di vincere. «Aspettiamo dunque il candidato della Lega», ribatte il capogruppo azzurro Pietro Tatarella: «Per ora di nomi sul tavolo non ne girano molti e quello di Romani è un buon punto di partenza. Sono convinto abbia tutte le caratteristiche per vincere le elezioni e per ricoprire il ruolo di sindaco». Già benedetto tempo fa dalla coordinatrice regionale azzurra Mariastella Gelmini, non raccoglie però l’unanimità all’interno della stessa Forza Italia. Silvia Sardone, giovane consigliera di zona e “rottamatrice”, contraria a candidature espressione della vecchia guardia, proprio con Romani aveva polemizzato definendolo, insieme a Gasparri, «zavorra». E oggi ribadisce: «Se il partito decide per Romani ne prenderò atto e sarò al suo fianco in campagna elettorale, facendo da stimolo, come ho sempre fatto, per un rinnovamento della classe dirigente. Ma credo che per Milano ci siano tanti altri nomi validi, come, ad esempio, quello di Paolo Del Debbio». Il conduttore di Quinta Colonna, sul cui nome sarebbe d’accordo anche Matteo Salvini, ha già pubblicamente ribadito di voler continuare a fare il suo mestiere, ma in molti sostengono che la sua candidatura non sia affatto persa. L’importante, sottolinea Sardone è «darsi una mossa. Romani sono certa inizierà ad organizzare qualcosa sul territorio». Nell’attesa, la Lega assicura nomi e programma entro la fine dell’autunno: non solo sicurezza e immigrazione, ma anche proposte su urbanistica e autonomia finanziaria da Roma. E mentre Roberto Maroni insiste su un modello Lombardia che metta insieme tutte le forze di centrodestra, Romani ieri era a Villa Certosa per un vertice con Berlusconi e i fedelissimi, dove si studiano le strategie da mettere in campo a livello nazionale e la riorganizzazione del partito.

di FEDERICA VENNI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog