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Il referendum

Dopo averla boicottata il Pd lombardo si converte all'autonomia

Dopo averla boicottata il Pd lombardo si converte all'autonomia

Meglio tardi che mai: il Pd ha deciso di abbracciare la causa dell’autonomia lombarda. Prima s’è esposto il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi. Poi è sceso in campo il sindaco del capoluogo orobico Giorgio Gori. Dopo anni di niet, le truppe democratiche dicono che in primavera sfideranno la Lega a chi è più federalista. Ricorderete. In consiglio regionale il Pd, a differenza dei grillini, non ha votato a favore della consultazione ritenendola inutile e costosa. Ma ormai il referendum si farà. E secondo alcuni renziani è inutile incagliarsi in una polemica ormai superata.
Superata e molto probabilmente impopolare. I lombardi si erano già espressi chiaramente anche nel 2006 quando - insieme ai veneti - furono i soli a votare sì al referendum confermativo sulla devolution. Che prevedeva la fine del bicameralismo perfetto e altre modifiche che avrebbero concesso maggiori poteri agli enti locali.
Ha quindi senso fare un’altra votazione? Crediamo di sì. Soprattutto se pure a sinistra si sono convinti che cambiare le cose - Costituzione compresa - non trasformerà il Belpaese in una Corea del Nord. Quindi, tutte le iniziative per rivendicare poteri e quattrini da Roma - soprattutto quattrini - vanno nella direzione corretta. Un conto è pretendere denari altrui, come fa la Roma di Marino o la Sicilia di Crocetta. Un altro paio di maniche è rivendicare parte dei soldi che lo Stato ci sfila per poi destinarli altrove, troppo spesso in modo sciagurato. Da mesi se ne è accorto il centrosinistra veneto, che prima di quello lombardo ha riscoperto quell’anima autonomista che decenni fa animava il Pci di Guido Fanti, allora presidente dell’Emilia Romagna e che utilizzava il termine Padania. D’altronde gli amministratori di Regioni a statuto speciale targate Pd (come Friuli Venezia Giulia o Sicilia) si guardano bene dal rinunciare al loro status. E un esercito di sindaci rossi tocca con mano le difficoltà di avere un bilancio spesso in attivo ma ingessato dai vincoli europei e statali. Esprimiamo un desiderio. Vorremmo la Lombardia come la Catalogna. Dove i principali partiti si uniscono in nome dell’autonomia. Capiamo l’imbarazzao della sinistra. Negli ultimi anni, in odio alla Lega, ha sempre predicato il contrario. Ma sbagliare è umano. Perseverare sarebbe diabolico.

di Matteo Pandini

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