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Omicidio-suicidio a Lonato del Garda

La fidanzata 18enne lo lascia. Lui la strangola e poi si impicca

La fidanzata 18enne lo lascia. Lui la strangola e poi si impicca

Un amore contrastato, forse l’ultimo rifuto di lei. Tanto è bastato per far scattare la rabbia nella testa di un 41enne bresciano, residente a Calcinato (comune dell’hinterland bresciano). L’uomo, innamorato di una giovane moldava, Cezara, di 18 anni, avrebbe portato la ragazza in un agriturismo abbandonato sulle colline di Sedena, nel comune di Lonato del Garda. Lì, dopo aver percorso oltre quattro chilometri fra le strade di campagna, ha abbandonato la macchina a ridosso dei campi e, forse trascinandola con la forza, ha portato la giovane donna in mezzo alla tenuta abbandonata ormai da tre anni,
Non è chiaro cosa abbia fatto scattare l’impulso omicida, sta di fatto che la giovane sarebbe stata strangolata e poi accoltellata in aperta campaga. Luigi, che era amico di famiglia della ragazza, spinto da rimorso, avrebbe poi stretto la corda al ramo di un ulivo. Quindi si è impiccato facendola finita.
A trovare i due corpi è stato un amico dell’uomo, che conosceva lo stato di depressione in cui Luigi versava da mesi per il rifiuto della ragazza e anche la sua abitudine a frequentare il maneggio dismesso sulle colline del Garda.
Erano da poco passate le 19 di ieri quando l’automobile di Luigi è stata vista parcheggiata sulla stardina interpoderale che costeggia la proprietà. Da lì è immediatamente scattato l’allare. Quando gli uomini del 118 sono arrivati sul posto, hanno constatato il decesso di entrambi.
Luigi, che secondo alcui conoscenti della giovane uccisa, l’aveva conosciuta tramite l’amicizia che aveva con la madre, sarebbe stato molto conoscuto in zona per la sua passione per i motori.
Un uomo tranquillo che in passato non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Evidentemente però il folle amore per Cezara gli ha anebbiato la mente spingendolo al gesto estremo. Molti, forse troppi, i punti oscuri della vicenda (si parla anche di una lettera nella quale avrebbe spiegato il gesto) che Luigi s’è portato via stringendo una corsa al collo.

di GIUSEPPE SPATOLA

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