Cerca

Il retroscena

Sala candidato sindaco del Pd a Milano, ma lui vuole gestire il dopo Expo

Sala candidato sindaco del Pd a Milano, ma lui vuole gestire il dopo Expo

Matteo Renzi ha due grossi problemi a Milano: trovare il futuro sindaco e trovare un futuro per i terreni dell’Expo. Due percorsi che conducono verso lo stesso capolinea. Vale a dire il commissario straordinario Giuseppe Sala che dopo il trionfo ottenuto sul palcoscenico di Milano 2015 viene candidato a tutto. Il presidente del consiglio lo vorrebbe al posto di Giuliano Pisapia visto che il sindaco uscente non sembra intenzionato a cambiare idea a proposito del ritiro. Un mandato a Palazzo Marino gli è stato sufficiente. Meglio tornare a fare l’avvocato. Tanto più che con i chiari di luna che passano sul bilancio pubblico, il posto di primo cittadino è diventato ricco di impegni e di rogne. Povero di potere.
Da qui la mossa del cavallo di Renzi che, scavalcando con la consueta spavalderia le intenzioni del suo partito ha puntato su Sala a Palazzo Marino. Ieri al microfono di una radio privata ha lanciato ufficialmente la candidatura: «A me Peppe piace moltissimo». Investitura in piena regola. Tuttavia fino al 31 ottobre il commissario è impegnato con l’Expo e dopo si aprirà una partita ancora più delicata. Che cosa accadrà all’immensa area (un milione di metri quadrati) su cui sono stati montati i padiglioni? Una domanda ancora senza risposta. Un’altra partita molto delicata che, a quanto pare, Sala sarebbe molto contento di gestire. Dell’Expo conosce tutto. L’ha aiutata a nascere quando in tanti pensavano che sarebbe stato un aborto. Ora potrebbe guidarne la trasformazione. Un’operazione che, per molti versi, si annuncia complicata tanto quanto il parto. Le certezze sono poche: la metà circa dei terreni sarà destinato al un parco tematico. Le sette torri del Villaggio Expo a Cascina Merlata, a due passi dal sito, diventeranno il più grande quartiere italiano di edilizia sociale. Palazzo Italia non sarà abbattuto. Per il resto il buio. Bisogna salvaguardare il patrimonio di Arexpo, la società pubblica (Regione, Comune, Fondazione Fiera) che ha investito 400 milioni per acquistare il sito. Il progetto di vendere ai privati è naufragato per la rigidità del bando. Adesso sono in corsa diversi programmi che fanno capo a istituzioni pubbliche. C’è la Statale che vuole creare la “Città Studi”: un campus, un polo per la ricerca, le residenze per studenti, un auditorium. La Triennale lancia l’Esposizione internazionale di architettura del 2016. A corteggiare i terreni la Consob (Commissione nazionale per la borsa) che vorrebbe realizzare un’Authority europea e il Coni che pensa a un impianto per paraolimpici, utile se l’Italia s’aggiudicasse le Olimpiadi 2024. Per la parte privata c’è Assolombarda che vorrebbe creare Nexpo, un polo di ricerca avanzato. Tutte belle idee che si scontrano con due problemi: chi mette i soldi e chi decide. Senza un commissario per il dopo Expo su quei terreni cresceranno erbacce insieme veleni politici e burocratici.

di Nino Sunseri

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog