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Le priorità della giunta arancione

Pioggia di soldi alle onlus per dare casa ai rom

Pioggia di soldi alle onlus per dare casa ai rom

Un’altra pioggia di fondi alle onlus per aiutare i rom dei campi milanesi a trovare casa e lavoro. Lo stanziamento è datato 7 agosto e porta la firma della direzione Politiche sociali di Palazzo Marino: per i prossimi 15 mesi, verranno stanziati 179mila euro per «accompagnare le famiglie rom all’autonomia».
Tradotto: l’associazione dovrà agevolare la ricerca di un posto di lavoro per i nomadi dal primo ottobre a fine 2016 e aiutarli a partecipare ai bandi pubblici di edilizia popolare o di altri enti (come il Pat o il Policlinico). «Ma non ci saranno corsie preferenziali per l’assegnazione» sostiene il Comune. Il piano rientra nel processo che, utilizzando anche i fondi residui del ministero dell’Interno per l’emergenza rom, nelle intenzioni della giunta porterà alla chiusura progressiva degli insediamenti autorizzati in città. La convenzione esistente prevede uno spezzatino dei soldi per la gestione dei campi rom tra cui Padri Somaschi, Cooperativa Azzurra e Progetto Arca: da ottobre, Palazzo Marino affiderà a un unico soggetto per «orientare verso l’autonomia delle famiglie e persone rom e sinti». Nonostante le polemiche per gli affidamenti assegnati senza bando di alcuni fondi per profughi e senzatetto, anche per il servizio dedicato ai rom non ci sarà una gara pubblica. Il Comune utilizzerà una procedura negoziata con affidamento all’offerta economica più bassa (lecita per l’importo inferiore ai 200mila euro).
Duro l’ex vicesindaco e consigliere comunale di Fdi Riccardo De Corato: «Ad aprile erano stati stanziati alttri 107mila euro per “servizio gestione sociale e sanitaria di aree abitative comunali per cittadini di origine rom e sinti”. Si tratta in totale di quasi 300mila euro, soldi di tutti i cittadini che pagano onestamente le tasse. Soldi che potevano andare, per esempio, alle famiglie milanesi in difficoltà. Nel futuro dei milanesi c’è la panchina ai giardinetti, per i nomadi si pagano alloggi, pulizia, servizi sociali e accompagnamento».
Al di là del pacchetto di fondi, la chiusura di via Idro non sarà una passeggiata. Alle famiglie residenti nel campo (circa cento persone in tutto) è stata inviata la lettera di sfratto con l’invito ad accettare il trasferimento temporaneo nei container di via Barzaghi e via Lombroso, in attesa di reperire alloggi attraverso onlus e associazioni del terzo settore). Ma la gran parte dei nuclei famigliari non è convinta dall’offerta: chiedono appartamenti con contratti più lunghi, e chiedono le stesse tutele delle famiglie sfrattate dalle case (ad esempio un alloggio alternativo). I colloqui tra operatori e famiglie si susseguono, ma al momento è difficile pensare a un accordo a breve termine con gli abitanti dell’insediamento. Altro nodo. A fine anno, i container di via Lombroso dovranno essere trasferiti nell’area di via Bonfadini-Sacile, scelta come sede del nuovo villaggio con mensa e prefabbricati per le famiglie sgomberate dai campi rom.

di MASSIMO COSTA

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