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Maggioranza divisa in Regione

No di Ncd, stop alla class action sui profughi

No di Ncd, stop alla class action sui profughi

Il centrodestra si divide sulla class action contro il governo sui profughi. Lo stop del Nuovo centrodestra, contrario a chiedere i danni a Renzi per l’accoglienza obbligata degli immigrati, ha sbarrato la strada sul nascere alla mozione presentata dal consigliere Fdi Riccardo De Corato e per la quale si era schierato apertamente il governatore lumbard Roberto Maroni. Prima dell’approdo in aula, ieri mattina, lo stesso presidente Ncd del consiglio regionale Raffaele Cattaneo aveva dichiarato apertamente la contrarietà degli alfaniani sulla mozione. Da qui la scelta, da parte della giunta, di rinviare il testo a un approfondimento successivo. «Stiamo ancora verificando le modalità», ha chiarito Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza. Una posizione condivisa anche da Riccardo De Corato, primo firmatario del documento, che ammette: «È una materia nuova e va studiata». Lega e Fdi sono sicuri: si tratta solo di un rinvio. Ma considerato il solco tra l’ala detsra dello schieramento e i centristi, che la proposta venga riportata in aula in tempi brevi.
Intanto continua l’ondata di arrivi: in tre giorni hanno messo piede a Milano più di mille profughi. A dare i numeri è Palazzo Marino: sabato notte sono sbarcati in città 399 disperati, 266 il giorno dopo, circa 400 lunedì. Ieri pomeriggio, nell'hub gestito dal Progetto Arca in via Tonale (zona stazione centrale), ne hanno registrati 200. Totale, più di 1100 migranti, quanti cioè le strutture del Comune ne riescono a ospitare. E senza contare i 300 posti destinati ai «migranti in transito» che però sono stati assegnati a quelli «prefettizi».
Così anche nella notte di lunedì nel sottopassaggio hanno dormito 152 profughi, di cui 30 donne e 7 bambini. «Siamo pieni», ripetono i volontari. Dal primo gennaio a oggi sono arrivati a Milano 22mila richiedenti asilo «volontari», di cui 4.500 bambini. I migranti "spontanei" sono in maggioranza eritrei: «I siriani oramai scelgono tratte differenti per raggiungere il Nord Europa e di qui ne passano meno», chiarisce Elena, una ragazza che aiuta in via Tonale. È impossibile prevedere quanti ne arriveranno, le cifre cambiano di giorno in giorno. Anzi, di ora in ora: "Fino a qualche mese fa usavano tutti il treno delle 16.30, adesso vengono alla spicciolata», continua Elena. «Siamo in attesa della conferma, ma pare che City Angels metta a disposizione già da questa notte circa 100 posti», afferma Saif, coordinatore del Progetto Arca. Un respiro di sollievo, il suo, ma dura poco: «Comunque siamo allo stremo», qualcuno sarà costretto a dormire lì. E se neanche una settimana fa Angelo Scola aveva esortato le "parrocchie a verificare la possibilità di mettere a disposizione spazi per accogliere i migranti", l'arcivescovo di Milano ha chiarito ieri che «la Chiesa fa il buon samaritano, fa la prima accoglienza, e non può fare di più. Fa già troppo welfare, sostituendo lo Stato". Le parrocchie stanno rispondendo a quell’appello che è partito anche da Papa Francesco. C'è anche chi, però, temporeggia. Come don Egidio Casalone, parroco di Castello (Lecco). Lui ospita già due rumeni e un africano, ma di aprire le porte ad altra gente non ne vuol sentire «finché non ci sarà un progetto. Per questo incontrerò il sindaco: dobbiamo chiarirci le idee».

di CLAUDIA OSMETTI

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