Cerca

Festa dell'Unità

Dove passa il Pd cancella l'erba. E nega pure l'evidenza

Dove passa il Pd cancella l'erba. E nega pure l'evidenza

Il Pd ringrazia i Giardini Montanelli, ma i giardini non ringraziano il Pd. Dopo aver fatto sparire l’erba di metà delle aiuole del parco durante la Festa dell’Unità - come denunciato e documentato martedì su queste pagine - i Dem decidono di metterci, diciamo così, una pezza.
Sulla scia dei repulisti che tanto vanno di moda dalle parti della sinistra milanese – è di pochi mesi fa il «Nessuno tocchi Milano» messo in campo per rimettere in sesto il centro della città martoriato dai No Expo -, il segretario metropolitano Pietro Bussolati ieri ha infatti annunciato un’iniziativa per questo venerdì: «Grazie al Parco» metterà in pista i volontari piddini in maglietta gialla per sistemare i giardinetti devastati da 13 giorni di manifestazione. I giovani dem toglieranno gli ultimi cumuli di immondizia, rimuoveranno ciò che ancora resta delle cucine dei ristoranti, dei tendoni, delle transenne, ma non toccheranno il verde. Spazzini sì, dunque, giardinieri no. Peccato, perché il danno maggiore è proprio quello provocato all’erba: aiuole, soprattutto quelle a ridosso del palco che domenica pomeriggio ha ospitato l’intervento di chiusura del premier Matteo Renzi e la conseguente folla di suole di scarpe, trasformate in distese di terriccio e fili secchi. «Per rendere migliore l’area verde al termine delle giornate di smontaggio degli allestimenti serviti per la festa», spiega Bussolati, verrà, in sintesi, tolta solo qualche cartaccia. Prima il danno e poi la beffa anche se, come direbbe qualche vecchia sciura milanese, «piutost che nient l'è mei piutost». Certo è che si poteva fare qualcosa di più, ma i dem ribattono: «Non abbiamo sradicato alberi né rovinato le aiuole» ha spiegato il responsabile organizzazione e sicurezza del Pd milanese Paolo Razzano. Ma le foto che abbiamo pubblicato in questi giorni, dove ben si vedono il prima (verde) e il dopo (marrone), lo smentiscono. E ancora non è stato smontato tutto: sotto i tendoni rimasti sarà difficile trovare campi di violette. La conta definitiva dei danni è rimandata dunque a venerdì: subito dopo la chiusura del cantiere e appena prima che l’operazione maquillage del Pd abbia inizio.

di Federica Venni

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog