Cerca

Saltata la class action contro il governo

La Lega apre a Ncd dopo la lite sui profughi

La Lega apre a Ncd dopo la lite sui profughi

Rassegnamoci, da qui alla prossima primavera ogni mossa politica a qualsiasi livello dovrà essere letta in prospettiva delle amministrative milanesi. Soprattutto se queste riguarderanno Ncd e il suo futuro riposizionamento.
Emblematica in questo senso è la vicenda della mozione sulla class action ritirata ieri da Lega e Fratelli d’Italia dopo che i centristi (che avrebbero dovuto sconfessare le politiche del loro leader Angelino Alfano) avevano detto che non l’avrebbero votata. In una situazione normale si sarebbe andati comunque alla conta e la mozione, magari per un paio di voti, sarebbe pure passata. In questo momento però l’equilibrio di maggioranza è più importante di qualsiasi battaglia politica. E i voti, tanti o pochi, che Ncd potrà portare in dote a Milano (alcuni sondaggi riservati danno i centristi attorno al 5% in città) fanno gola al centrodestra. A tutto il centrodestra, anche a quelli che fino a ieri al solo sentirli nominare storcevano il naso. È il caso della Lega salviniana che ieri ha, un po’ a sorpresa, aperto le porte ad Ncd, e lo ha fatto col capogruppo al Pirellone Massimilano Romeo che a Libero conferma che «nei loro confronti in chiave milanese non ci sono preclusioni», anche se, mette le mani avanti l’esponente leghista «Ncd non può pretendere di dettare la linea se è al 2%. Penso - racconta Romeo - a un tema come l’immigrazione che sarà centrale nella prossima campagna elettorale, sul quale fin qui, anche in Regione, hanno tenuto posizioni molto diverse dalle nostre. È chiaro che se queste diversità persisteranno l’alleanza diventera impossibile...».
Un’apertura di credito particolarmente gradita a Luca Del Gobbo, capogruppo di Ncd in Regione: «Apprezzo le parole di Romeo - spiega -. Qui in Regione lavoriamo bene insieme e non ci sono dubbi sul fatto che la nostra vocazione sia quella di stare nell’area del centrodestra. Del resto - prosegue Del Gobbo - come ha più volte ribadito anche Maroni, se si vuole creare un modello in grado di cambiare anche la politica nazionale, si deve necessariamente guardare a quello di Regione Lombardia».
Il riavvicinamento Lega-Ncd nelle stanze del Pirellone è un processo che è in atto da parecchio tempo e che subito dopo la pausa estiva sembra aver trovato la strada giusta. Una strada che ha un solo punto cardine, chiesto da Ncd: quello di sedersi al tavolo delle trattative con pari dignità rispetto a tutti gli altri alleati, ben consci, ovvio, che le percentuali di voto sono assai diverse.
Per chiudere il cerchio, poi, i centristi dovrebbero risolvere l’annoso problema della loro «doppiezza» politica. È difficile pensare a un partito che nella prossima primavera si presenti assieme al centrodestra per strappare la principale città italiana al centrosinistra col quale siede al governo a Roma. Un tema più volte affrontato dagli stessi esponenti lombardi che, non è un mistero, gradirebbero una posizione un po’ più chiara da parte dei vertici romani. E magari una leadership un po’ più carismatica. Col 2% non si va molto lontano.

di FABIO RUBINI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog