Cerca

Alla Casa dei Diritti

Convegno pro-gender in Comune. Il centrodestra: "Propaganda"

Convegno pro-gender in Comune. Il centrodestra: "Propaganda"

Il Comune organizza un convegno progender nella sede di via De Amic. E a Palazzo Marino scoppia la polemica. Alla Casa dei Diritti, lunedì prossimo, si parlerà proprio di questo e di come «social network, giornali, televisioni, piazze» creino quello che viene definito come un «inutile allarmismo» nei confronti dell’educazione di minori. All’evento, che si prepara già ad accendere gli animi di chi a Milano difende da sempre la famiglia, hanno aderito tanti nomi illustri dell’ideologia arcobaleno: dal portabandiera cittadino, l’assessore alle Politiche Sociali e candidato del Pd alle amministrative del 2016 Pierfrancesco Majorino, a Francesca Pardi, autrice e direttrice della casa editrice «Lo Stampatello» che finì al centro delle polemiche sui libri banditi a Venezia. E poi, ovviamente ci saranno psichiatri e psicologi che affronteranno il tema dal punto di vista scientifico e medico.
«L’evento», ci tengono a spiegare gli organizzatori, «avrà un unico scopo: affrontare in modo reale e senza alcun tipo di ideologie la questione di insegnamenti gender nelle scuole». Il motivo dell’incontro è spiegato nella locandina dell’evento: «Moltissimi sono ormai i genitori allarmati dall’idea che dal 14 settembre, data di inizio delle scuole, i loro figli potrebbero essere sottoposti a una forma di promozione di comportamenti sessuali precoci e disordinati e all’idea di un’indifferenziazione tra maschi e femmine. Il tutto allo scopo di screditare quella che viene definita “famiglia tradizionale” e di promuovere la diffusione dell’omosessualità. Questo è ciò che capita di leggere. Come è stato possibile che queste notizie, seppure infondate si siano diffuse a macchia d’olio creando il panico fra i genitori?».
A sollevare una critica e a sottolineare come, in alcuni asili di zona 3 si sia già mostrato l’interesse per la cultura arcobaleno è il consigliere del Polo dei Milanesi, è Matteo Forte, consigliere comunale di centrodestra che ha già predisposto una mozione urgente per «garantire la libertà di educazione dei genitori nei confronti dei figli secondo le proprie convinzioni religiose e filosofiche». «Vadano a chiedere ai genitori che si sono ritrovati gli educatori dei propri figli coinvolti in questi seminari lavaggi del cervello se sono miti da sfatare», ha contestato Forte sottolineando come nella mozione, che diverrà presto un ordine del giorno inserito nella delibera per l’istituzione di un garante per l’infanzia, «il problema rimane non solo la diffusione di materiale con ideologia gender, ma -come anche ammesso dall’assessore Cappelli-, l’assenza di pluralismo».
«Noi chiediamo che sia garantita, sempre, la presenza di una controparte», ha spiegato Forte. «Se negli asili vogliono fare questi incontri lavaggio cervello, bene, i genitori ne vengano informati tempestivamente e venga garantita, eventualmente a carico del Comune, una controparte».

di MARIANNA BAROLI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog