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Due fantini feriti gravemente

Ipotesi sabotaggio per la buca all'ippodromo: "Scavata con il badile"

Ipotesi sabotaggio per la buca all'ippodromo: "Scavata con il badile"

Sabotaggio o incuria. Sono queste le due ipotesi su cui lavorano gli investigatori della Squadra mobile che indagano sui due incidenti avvenuti martedì mattina sulla pista dell’ippodromo a causa di una buca profonda 28 centimetri. Due cadute gravissime a distanza di un’ora per colpa dell’avvallamento sulla dirittura d’arrivo, a quindici metri dal traguardo, nel punto in cui i cavalli raggiungono anche i 70 chilometri di velocità. Gli addetti ai lavori che hanno potuto analizzare i margini della buca dicono che sembra essere stata scavata, che i segni lascerebbero pensare a un colpo di badile. «Ho visto la buca, aveva i contorni netti, come se fosse scavata con il badile - racconta un proprietario che vuole restare anonimo - Non c’erano margini di terra intorno. Difficile pensare a una talpa o a una volpe». Un fantino invece spiega che era praticamente impossibile notare la buca. «L’erba è alta 10 centimetri. Con la scarsa luce dell’alba, a quella velocità, la luce era invisibile. Quando un cavallo va giù, chi è in sella ha le mani basse sul collo del purosangue, che ti trascina giù: cadi di testa sull’erba, simile ad asfalto a quella velocità, senza nemmeno riuscire a ripararti con le braccia».
Se davvero fosse così si aprirebbe uno scenario inquietante che potrebbe sollevare il velo su questioni irrisolte in un ambiente da sempre impenetrabile.
C’è però chi sostiene che potrebbe trattarsi solo (si fa per dire) dell’incuria. Di una distrazione di chi avrebbe dovuto rizollare il terreno il giorno prima della seduta di allenamenti di martedì. L’area da trattare non è molto grande, lo spazio concesso al galoppo è limitato da corsie anche per permettere più facilmente il controllo del terreno. Non ci sono immagini né dell’incidente né del giorno prima, dunque gli investigatori non possono far altro che raccogliere testimonianze in attesa che un perito si esprima sulla natura della buca.
Il pm Fabio De Pasquale ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e senza una precisa ipotesi di reato per continuare le indagini in ogni direzione.
Intanto le condizioni di Gregorio Arena, il fantino catanese di 29 anni caduto per secondo, sono in lieve miglioramento e i medici hanno ritenuto di non doverlo operare alla testa. Stabili, invece, le condizioni dell’artiere inglese Angela Paula Terese, la 52enne che è finita a terra attorno alle 6.45. Si scopre un dettaglio beffardo su di lei e lo racconta Fabrizio Camici, suo allenatore e compagno. La donna, residente a Cisterna Di Latina, avrebbe lasciato le piste romane perché esasperata dalla scarsa qualità della manutenzione delle piste capitoline.

di SALVATORE GARZILLO

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