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A Castano Primo (Va)

Azzurri e leghisti da CasaPound. Il sindaco Pd revoca la festa

Azzurri e leghisti da CasaPound. Il sindaco Pd revoca la festa

Il sindaco Pd di Castano Primo prova a censurare la festa nazionale di CasaPound. «Non sapevamo si trattasse di un raduno politico, credevamo fosse un evento sportivo» ha spiegato il sindaco Giuseppe Pignatiello. Così sarà il prefetto a dire l’ultima parola, anche se gli attivisti sono convinti che alla fine la festa si terrà regolarmente. Tanto che il presidente nazionale di CasaPound Gianluca Iannone ha fatto sapere che l’organizzazione andrà avanti, visto che l’autorizzazione è già stata concessa e non ci sono - a suo giudizio - gli estremi per revocarla.
Salvo imprevisti, quindi, il primo dibattito sarà oggi alle 18 e vedrà tra i protagonisti il direttore di Libero Maurizio Belpietro. È stato lo stesso Iannone, del resto, a spiegare nel dettaglio il programma della tre giorni in una conferenza stampa tenuta ieri all’hotel Crown Plaza. Conferenza in cui Iannone ha risposto alla polemica col deputato del Pd Emanuele Fiano, candidato in pectore a sindaco di Milano, che due giorni fa aveva definito quello di CasaPound un «raduno di neofascisti» che «non deve essere permesso, senza se e senza ma». «Avremmo avuto piacere ad invitarlo a parlare d’immigrazione - ha detto il presidente nazionale Gianluca Iannone - ma ci sembra troppo impegnato a innalzare cortine fumogene contro CasaPound, isolarla e metterla nell’angolo. Sicuramente Fiano non ci riuscirà, lui come nessun altro. Chi è forte delle proprie idee - ha aggiunto - dialoga con tutti, forse Fiano ha paura di tentennare. Ed è bizzarro che proprio chi difende la Costituzione “più bella del mondo”, voglia negare agli altri la libertà di parola, diritto sacrosanto sancito proprio dalla Costituzione».
Anche perché, stando al programma, non parteciperanno solo esponenti di CasaPound. Fra gli ospiti ai dibattiti ci saranno infatti anche tre leghisti - il deputato Raffele Volpi, l’europarlamentare Gianluca Buonanno e il segretario lombardo Paolo Grimoldi - e altri politici di centrodestra, i forzisti Giulio Gallera (sottosegretario in Regione Lombardia) e Lara Comi (eurodeputata) e il deputato di Scelta Civica ed ex magistrato Stefano Dambruoso. «Ma anche il Pd è stato invitato» ha detto Iannone.
Al di là della polemica con Fiano, tanti sono stati i temi trattati durante la conferenza: dal rapporto con la Lega Nord («siamo fervidi patrioti e dunque non ci siamo mai avvicinati al Carroccio quando era su posizioni secessioniste. La Lega di oggi invece dice quello che CasaPound sostiene da sempre») a quello col fascismo («traiamo ispirazione da quel periodo storico per quanto riguarda le politiche sociali, il senso del bello e di appartenenza comunitaria»). E si è parlato anche d’immigrazione: «Io non accoglierei nessuno a casa mia - ha detto Iannone - perché non sono profughi ma clandestini. Ho letto che in un paesino della Lombardia sono ospitati 18 pakistani, anche se in Pakistan non c'è una guerra, così come non c’è in Senegal o in Ciad. Gli unici profughi sono i siriani». Infine sulla riapertura delle case chiuse: «Sicuramente eliminerebbe malattie e sfruttamento. Ma le priorità sono altre, come riaprire le aziende e salvare il Paese dal tracollo. Il sesso viene decisamente dopo». Solidale con CasaPound anche il fondatore di Libero Vittorio Feltri che, intervenendo alla conferenza stampa ha spiegato che «lo scandalo vero è l’ostilità preconcetta della sinistra che pensa di censurare tutto ciò che non si conforma al proprio peloso politically correct».

di MATTEO BORGHI

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