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Parte la scuola: scoperte duemila cattedre

Parte la scuola: scoperte duemila cattedre

Arriva la «Buona scuola» ed è caos anche nelle scuole di Milano e provincia. I dati definitivi ancora non ci sono, ma da quelli provvisori pare che - fra i docenti che hanno ottenuto la cattedra - molti non si presenteranno. Colpa dei trasferimenti che danno la possibilità agli aventi diritto di accettare la cattedra rimanendo però, ancora per un anno, nella propria città d’origine come supplente. Ma andiamo per ordine. Ieri mattina il provveditore agli studi, Marco Bussetti, a margine della presentazione dell’anno scolastico al liceo classico Tito Livio, ha illustrato le disponibilità per le immissioni in ruolo di quest’anno scolastico. L’assegnazione avviene sulla base di un meccanismo complesso in tre fasi, che parte dagli aventi diritto (da concorso e graduatorie) del territorio per poi aprirsi ai docenti di altre province e regioni. Ebbene su un totale di 2.138 posti a disposizione per i docenti «ordinari» e 2.248 per quelli di sostegno, l’ufficio di Bussetti è riuscito a coprirne, con risorse del territorio, rispettivamente 1.666 e 430: gli altri 2.290, 472 per i docenti ordinari e 1.818 per il sostegno, sono stati riassegnati al ministero che ha provveduto a coprirli con insegnanti non milanesi. Insegnanti provenienti in gran parte da Sicilia e Campania che, nel 91% dei casi, hanno accettato. Peccato - ha precisato il provveditore - che il numero sia allo stato attuale poco indicativo. La scelta di accettare la cattedra ma rimandare il trasferimento sarebbe infatti talmente gettonata che - trapela dagli uffici - solo il 15% si sarebbe davvero presentato. Se il dato sarà confermato vorrà dire che rimarranno scoperti circa 1.900 posti, 400 per i docenti ordinari e 1.500 per il sostegno. Numeri in linea col fabbisogno lombardo che, stando alle parole della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Delia Campanelli, dovrebbe aggirarsi sulle 3mila unità. Ed è proprio il sostegno il punto più debole per la mancanza di docenti qualificati: basti pensare che sempre ieri a Calolziocorte (Lecco) il padre di una figlia affetta da sindrome di Down si è incatenato al cancello della scuola, per protestare contro l'assenza dell’insegnante di sostegno. A Milano il provveditorato sta facendo il possibile per scongiurare situazioni del genere. Dal prossimo 16 settembre infatti - ha spiegato Bussetti - quando ci saranno i dati definitivi, inizierà la cosiddetta «fase B», ovvero di copertura dei posti vacanti con le supplenze. In concreto l’Ufficio scolastico di Milano e provincia, che nel mese scorso ha lavorato febbrilmente per coprire le cattedre a disposizione (le prime due fasi di immissione in ruolo da graduatorie e concorsi si sono concluse a metà agosto), dovrà ora fare la stessa operazione per individuare e collocare i supplenti necessari a coprire i «buchi». Un compito che dovrà tenere conto delle esigenze dei singoli istituti, dal sostegno fino alle singole sperimentazioni didattiche, come quelle del «Tito Livio» di cui si parla nell’articolo a fondo pagina. La «Grande Milano» resta del resto uno dei territori con maggiore concentrazione scolastica: 333 istituti per un totale di 357mila alunni, in crescita rispetto ai 355mila dell’anno scorso e i 350mila di due anni fa.
Di questi, nell’anno trascorso, quasi 60mila (59.896) erano stranieri, in forte aumento rispetto ai 56.412 dell’anno precedente. Numeri che rendono difficile il lavoro del provveditorato che è però riuscito a rispettare i tempi, permettendo un inizio anno senza scossoni da riforma.

di MATTEO BORGHI

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