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In Questura

Milano, archiviata l'indagine per diffamazione sui volantini contro "le Barbie della squadra Mobile". Resta il mistero

Milano, archiviata l'indagine per diffamazione sui volantini contro

Un giallo, irrisolto, alla Questura di Milano. A ricostruire la vicenda è il Corriere della Sera: l'archiviazione dell'inchiesta su due ex agenti della squadra Mobile lascia infatti aperti ancora molti interrogativi. 

A metà maggio 2012 viene denunciato al commissariato Sempione il ritrovamento nei corridoi dell'ufficio di alcuni volantini anonimi che recitano "Gli infami sono infami e resteranno infami. La Mobile non ha bisogno di giustizialismi". Probabilmente la vicenda è legata a una nota riservata in cui un ispettore dell'antimafia, in seguito trasferito, segnalava l'uso improprio dell'auto di servizio da parte di un collega.

Nel settembre 2012 all'interno della questura di Milano in via Fatebenefratelli vengono ritrovati altri volantini contro "le Barbie della squadra Mobile", poliziotti e poliziotte accusate di incompetenza e scarsa professionalità. Scatta la denuncia per diffamazione e vengono indagati due agenti della quinta sezione della Mobile: una ispettrice ora trasferita a Livorno, e un sovrintendente capo oggi in pensione.

Il 23 dicembre 2012 accade un evento luttuoso: l'ispettore Sandro Clemente si suicida con un colpo alla testa negli uffici della squadra Mobile. L'uomo lascia due lettere: una per la famiglia, l'altra con le motivazioni del gesto. Per il questore Luigi Savina "il collega attraversava un periodo di fragilità, purtroppo non siamo riusciti ad accorgercene". L'ispettore era il responsabile dell'ufficio dei due agenti che verranno formalmente indagati per la vicenda dei volantini. Per questo si avvia quello che questura e procura hanno definito uno "sporco sciacallaggio" sulla memoria dell'ispettore suicida: viene ritrovato un volantino che fa riferimento a Clemente. Qualcuno sta cercando si strumentalizzare la sua tragica morte: alcuni agenti sono oggetto di trasferimenti e sanzioni disciplinari.

Nel maggio 2013 gli agenti della Digos scansionano i computer dei due agenti indagati senza però trovare il documento originale del volantino. Essi, insieme ad un altro collega, nel frattempo erano citati in una lettera riservata che li accusava di scarso impegno. Tra le firme apposte al documento c'è anche quella si Sandro Clemente, ma gli agenti indagati sostengono che egli non l'avrebbe mai siglata di propria volontà. Come detto, i due ex poliziotti sono stati scagionati ma rimane un pedante interrogativo: chi è stato l'autore di questi volantini?

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