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Guerra in Amsa: no alle borse lavoro arancioni

Guerra in Amsa: no alle borse lavoro arancioni

Il volantino, comparso in tutte le sedi e gli uffici dell’Amsa, porta la firma del sindacato Fiadel: 700 iscritti e il record di adesioni in azienda. Sotto il titolo «L’ingiustizia veste di rosso», 35 righe di attacco frontale all’iniziativa delle «squadre antidegrado» voluta dall’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino. Ovvero il piano di assunzioni temporanee di lavoratori disoccupati inseriti in Amsa grazie a borse lavoro pagate dal Comune per «supportare» gli operatori nella pulizia di alcune zone della città. «Molti lavoratori sono arrivati ad accumulare tre o quattro rinnovi» si legge nel poster firmato del sindacato, «ma in molti casi non sono più stati richiamati perché il Comune di Milano ha deciso di far lavorare le borse lavoro».
All’avvio della sperimentazione a fine 2014 erano 50 le persone in particolare situazione di disagio sociale inserite nelle squadre antidegrado, poi in primavera l’amministrazione arancione ha annunciato il raddoppio della quota. Spiega Roberto Gennaro, delegato territoriale Fiadel-Amsa: «I disoccupati inviati dal Comune sono stati accolti in azienda con molta solidarietà. La quota però è stata aumentata e potrebbe arrivare fino a 150 persone. Non vorremmo che per un’operazione politica si frenassero assunzioni di personale più affidabile che da anni si vede rinnovare contratti a termine e rischia di essere lasciata a casa».
Il piano di assunzioni Amsa per Expo ha previsto 400 contratti di 7 mesi; secondo il Comune, l’esperienza delle squadre antidegrado - pagate dall’amministrazione con circa 4 euro l’ora e non dall’azienda partecipata - non si sovrapporrebbe ai lavoratori dell’organico Amsa: «Svolgono azioni di supporto e non hanno nessuna corsia preferenziale rispetto ai lavoratori» sottolineano da Palazzo Marino. Insomma, fanno lavori diversi. Il timore del sindacato, al contrario, è che le borse lavoro possano ridurre lo spazio per nuovi contratti. Al momento, specificano da Amsa, sono al lavoro 30 persone con borse lavoro pagate dal Comune di Milano, mentre altri 11 dovrebbero partire lunedì. La protesta dei sindacati anima anche il dibattito politico. Il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Pasquale attacca a testa bassa: «Questa iniziativa preelettorale dell’assessore Majorino illude un manipolo di disoccupati ma non serve a tenere più pulita Milano e rischia di pregiudicare le legittime aspirazioni del personale assunto a tempo determinato e più affidabile».
Nelle intenzioni del Comune, l’operazione borse lavoro ha una doppia finalità: dare un impiego a persone disoccupate e in situazioni di fragilità e contribuire a migliorare la pulizia della città in alcuni quartieri. Ad aprile erano state indicate anche le zone dove dirottare le squadre: da via Padova a viale Ortles, da Niguarda a Porta Venezia fino alla Darsena. Il sindacato più numeroso dell’azienda non approva. Dopo i volantini di protesta, è pronto a chiedere un incontro ufficiale in Comune. 

di MASSIMO COSTA

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Commenti all'articolo

  • lazzari

    14 Ottobre 2015 - 20:08

    Buonasera, io sono un disoccupato che a lavorato in amsa con la borsa lavoro, da dicembre a maggio.personalmente sentire dire in questo articolo la parola più affidabile un operaio amsa che una persona in borsa lavoro ,siamo tutti a lavorare non a fare le guerre tra poveri. E ne avrei da dire . Saluti Lazzari Andrea

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  • lazzari

    14 Ottobre 2015 - 20:08

    Buonasera, io ho fatto parte delle squadre antidegrado da dicembre 2014 fino a maggio 2015, e personalmente sentire dire che il pesonale amsa e più affidabile mi tocca dentro, perché io come i miei compagni abbiamo portato a termine il contratto, poi certamente ci sono stati casi isolati che hanno abbandonato. Si sta parlando di disoccupati magari con un passato travagliato ma se non ci si da una opportunità di riscatto... allora dovrei dire che i disoccupati sono poco affidabili ? Solo perché non hanno una occupazione . Un saluto

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