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Ai rom sgomberati paghiamo il villaggio

Ai rom sgomberati paghiamo il villaggio

Fanno lo sgombero e li mettono nelle strutture del Comune. Ieri mattina Palazzo Marino ha chiuso (con la solita pompa magna) il campo Rom di Muggiano, estrema periferia sud-ovest di Milano. Peccato che i nomadi sfollati da quelle aree siano finiti nei centri di assistenza cittadini. E neanche tutti: del centinaio che le forze dell’ordine sono riusciti a censire durante le operazioni di sgombero solamente una trentina ha accettato gli alloggi alternativi.
Poco importa, nei prossimi giorni l’area sarà presidiata dalla polizia locale per impedire nuovi insediamenti: di lì potranno passare solo i contadini proprietari dei campi. I Rom si trasferiscono in città. Nel senso: 22 di loro andranno in via Lombroso, nelle strutture di emergenza sociale temporanee del Comune, tra questi ci sono anche 11 minori. Altri 13, invece, sono destinati a «un centro per senza dimora», sempre comunale. Quale sia in particolare, però, non è dato sapere. I diretti interessati non parlano, il Comune non specifica, i vari centri non sanno. C’è chi ipotizza, tuttavia, che la destinazione sia in zona Stazione Centrale: proprio accanto all’hub di via Tonale che accoglie i profughi in arrivo a Milano, infatti, c’è un centro “Sos” per senza dimora. Ma sono solo ipotesi.
Di certo c’è solo che piazzale Duca D’Aosta e dintorni non sente di certo l’esigenza dell’ondata Rom, visto che oramai è un bivacco permanente. Lì, quotidianamente, ci stanno circa 270 persone tra dormitori abusivi, immigrati di ogni genere e sporcizia accumulata sulle aiole. In piazza Luigi di Savoia ieri pomeriggio, tanto per dire, c’era addirittura una brandina adagiata sotto un albero: con tanto di materasso, scatoloni, coperte e gente che schiacciava un pisolino. «In quei giardini oramai capita di tutto: sono diventati wc a cielo aperto, sono totalmente abbandonati, ci sono anche sacchi a pelo», commenta Silvia Sardone, responsabile del dipartimento Sicurezza e Periferie di Fi. Della serie: ci mancano giusto i nomadi.
La scelta di via Lombroso, questa invece sicura, non è esente da polemiche da parte degli esponenti del centrodestra: «Sono felice per gli abitanti di Muggiano, ma lo sono un po’ meno per i cittadini della zona 4 che si vedranno arrivare una parte degli ultimi sgomberati sotto casa», sferza appunto Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia.
«E dire che quando Pisapia aveva deciso di aprire il campo Rom di via Lombroso aveva promesso una soluzione provvisoria», ricorda l’esponente azzurro che sottolinea come quel centro sia «costato un milione di euro di risorse pubbliche: è ancora lì e continua a essere un vero mangiasoldi per le casse del Comune e le tasche dei milanesi». E chiosa: «È assurdo destinare tutte queste risorse ai rom, mettendo invece i milanesi al secondo posto».
Col tono trionfale di chi è riuscito nell’impresa l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha dichiarato: «Sono decenni che l’area di Muggiano è degradata: questo di oggi è il punto di partenza di un intervento definitivo di risanamento ambientale».

di CLAUDIA OSMETTI

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Commenti all'articolo

  • lureal1913

    18 Settembre 2015 - 17:05

    un non rom che non ha casa,viene trattato ugualmente?

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