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«Duecento case popolari pronte per l’assegnazione e le pratiche sono ferme»

«Duecento case popolari pronte per l’assegnazione e le pratiche sono ferme»

«A Milano ci sono 540 famiglie per le quali è già stata approvata l’assegnazione di una casa popolare, ma alle quali non è ancora stato offerto alcun alloggio. Eppure, in città ci sono circa 200 alloggi comunali, ristrutturati e immediatamente disponibili, vuoti da mesi perché gli uffici dell’assessorato alla Casa non inviano a MM le pratiche delle famiglie a cui fare l’assegnazione: una situazione paradossale, per la quale siamo pronti a presentare un esposto alla Corte dei conti se non ci sarà una soluzione immediata».
Più che una denuncia, è una dichiarazione di guerra quella lanciata ieri dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl Milano, a Palazzo Marino.
Il segretario generale della sigla, Leo Spinelli, non ha infatti usato mezzi termini nei confronti del Comune, accusando in maniera esplicita l’amministrazione di «indolenza politica e disorganizzazione amministrativa», oltre che di essere artefice «di possibili danni erariali per il mancato incasso dei canoni di locazione, i maggiori costi assistenziali e il rischio di una occupazione abusiva degli alloggi».
Secondo la denuncia del sindacato, se i circa 200 alloggi in questione sono vuoti mentre oltre 250 famiglie per cui è già stata approvata l’assegnazione di una casa «si trovano per strada e senza un tetto sopra la testa», la responsabilità è tutta dell’amministrazione arancione.
«Il Comune sta adottando delle procedure assurde, che allungano a dismisura i tempi per l’attribuzione di un alloggio», ha accusato Spinelli.
Gli esempi non mancano. «Sappiamo di lettere di MM al Comune per alloggi che sarebbero disponibili, alle quali non è mai arrivata risposta», ha spiegato Spinelli, «e di famiglie sfrattate che non hanno ricevuto la convocazione in tempo utile per l’assegnazione di un nuovo alloggio perché gli uffici comunali, anziché telefonare agli interessati sul cellulare, hanno mandato loro una comunicazione per posta all’indirizzo dal quale erano state sfrattate».
Situazioni al limite dell’incredibile, il cui risultato è il caos e lo spreco di denaro.
Basti pensare che «in una città nella quale ci sono 23 mila famiglie in lista di attesa per una casa popolare, come si fa a lasciare vuote le case che ci sono? Tra l’altro», ha proseguito il segretario del Sicet, «la metà delle 540 famiglie per le quali è stata approvata l’assegnazione vive in comunità alle quali sono state destinate dai servizi sociali, dove un mese di permanenza può costare anche come due anni di affitto in una casa popolare».
Da qui l’annuncio di essere pronti a presentare un esposto alla Corte dei Conti, al quale l’assessore alla Casa, Daniela Benelli, ha replicato con durezza. L’allarme lanciato «dal Sicet è da irresponsabili», la sua risposta secca. «Nel 2015 sono stati assegnati alle famiglie 801 alloggi popolari e quest’estate è stato fatto un lavoro straordinario tuttora in corso per consegnare nel più breve tempo possibile alle famiglie l’ultimo centinaio di appartamenti».

di DINO BONDAVALLI

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