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Convegno sulla famiglia in Regione: "Adesso si schierino i sindaci"

Convegno sulla famiglia in Regione: "Adesso si schierino i sindaci"

Prosegue la battaglia di Regione Lombardia per la difesa della famiglia tradizionale rispetto alle arrembanti teorie gender. Il 17 ottobre si terrà all’auditorium Gaber del Pirellone la seconda edizione del convegno che lo scorso anno scatenò polemiche a non finire. Anche per l’edizione 2016 l’assessore alle Culture Cristina Cappellini si è affidata ad una serie di associazioni «laiche e religiose, che possano spiegare i temi della famiglia senza polemizzare con chi la pensa diversamente». Tra queste le principali sono la rivista Tempi, diretta da Luigi Amicone e all’associazione Alleanza Cattolica del sociologo Massimo Introvigne.
Col passare dei giorni si sta componendo anche il parterre dei relatori: al già confermato Massimo Gandolfini, organizzatore col suo comitato «Difendiamo i nostri figli» del Family Day, si aggiungeranno Giovanna Rossi, ordinario di sociologia della famiglia e direttore del centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica e Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia e statistica dei flussi migratori alla Statale di Milano.
«Il convegno si articolerà in due momenti - spiega a Libero l’assessore Cappellini -: nel primo si svolgerà una tavola rotonda per approfondire le tematiche relative al gender, presentando studi, numeri e statistiche a difesa della famiglia tradizionale. Nella seconda parte - nella quale interverrà il governatore Roberto Maroni - verranno presentati nuovi strumenti di sostegno alla famiglia tradizionale, che faranno parte della seconda parte della riforma sanitaria, relativa al welfare e al reddito di autonomia».
Infine l’assessore Cristina Cappellini lancia un appello ai sindaci (non solo ai leghisti): «Perché prendano una posizione forte e netta contro la teoria del gender. Un po’ come hanno già fatto i loro colleghi di Prevalle e Capriolo», due comuni del bresciano. Tutto il contrario di quanto avviene a Milano, dove il comune di sinistra organizza corsi per propagandare le teorie gender.

di FABIO RUBINI

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