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Porta Venezia

Immigrati e phone center: nasce il mercato nere delle tessere telefoniche

Immigrati e phone center: nasce il mercato nere delle tessere telefoniche

Che non si tratti di un fenomeno solamente locale lo dimostrano le tante operazioni e sequestri effettuati da Guardia di finanza e carabinieri in tutta Italia. Ma per quanto riguarda ciò che accade nella città Milano, quella di Porta Venezia rappresenta sicuramente una delle zone cittadine di riferimento per il traffico e la vendita di sim card contraffatte.
La presenza massiccia di profughi, che ormai da anni gravitano nella zona creando non pochi problemi ai residenti, e la diffusione nelle vie del quartiere Lazzaretto di phone center e negozi di telefonia gestiti da cittadini stranieri, sembra infatti aver creato le condizioni ideali per alimentare il mercato. A segnalarlo è l’associazione di residenti Asscomm Porta Venezia, la cui denuncia aiuta a far chiarezza su un fenomeno sempre più diffuso in città: quello dei presunti profughi e degli immigrati irregolari che, pur non essendo in possesso di un documento di identità, riescono comunque a procurarsi una sim card italiana da utilizzare a proprio piacimento.

CARTA D’IDENTITÀ - «Visto che per acquistare un cellulare con scheda telefonica servono i documenti di identità, spesso gli stranieri che i documenti non li hanno o che non vogliono dare le loro generalità entrano in negozio e si limitano ad acquistare il telefono, pagandolo rigorosamente in contanti», spiega un negoziante milanese di telefonia in viale Monza. «Nei giorni successivi, però, capita con una certa frequenza di rivederli perché ci chiedono di sistemargli il telefonino, che chissà come a quel punto una sim card ce l’ha». La soluzione, in realtà, non è poi così complicata. Per acquistare una sim card contraffatta o intestata a una falsa identità basta infatti conoscere il negozio giusto e avere a disposizione una trentina di euro. A quel punto si può scegliere addirittura tra una linea telefonica italiana e una straniera. Nel primo caso, l’intestatario è spesso un ignaro cittadino che ha fornito i propri documenti di identità e codice fiscale quando ha sottoscritto il proprio contratto telefonico, a nome del quale sono state successivamente attivate altre sim card. Ma a volte è anche un cittadino straniero a nome del quale sono state attivate più linee di diversi gestori contemporaneamente.

GESTORI STRANIERI - «Stando alle denunce che ci sono state fatte, ci sono attività che riescono ad avere accesso a una serie di banche dati attraverso cui “rubano” l’identità di qualcuno per poi venderti una sim contraffatta», spiega Luca Longo, presidente dell’associazione Asscomm Porta Venezia. «Spesso si tratta di negozi che operano proprio qui nel nostro quartiere».
Gli stessi canali consentirebbero anche di procurarsi tessere telefoniche di gestori stranieri. «In genere si tratta di compagnie pressoché sconosciute sulle quali è praticamente impossibile avere un controllo» prosegue Longo. «Il timore è che queste sim vengano vendute alimentando nella zona anche il traffico di documenti falsi e droga». L’ultima piaga per un quartiere in ginocchio ormai da mesi.

di Dino Bondavalli

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