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"Comitato di liberazione" dai profughi

Porta Venezia, i residenti si pagano le guardie armate

Porta Venezia, i residenti si pagano le guardie armate

Vigilantes privati per garantire la sicurezza nella zona. E un super comitato di liberazione, al quale hanno aderito gruppi e associazioni già attivi tra Porta Venezia, stazione Centrale, piazzale Loreto e corso Buenos Aires, per un totale di circa 500 iscritti. I residenti e commercianti passano al contrattacco. E, dopo aver sopportato per oltre due anni una situazione di degrado e illegalità crescenti, lanciano un ultimatum al prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca. «La situazione è sotto gli occhi di tutti da tempo, eppure non è stato fatto nulla per affrontarla», spiega Luca Longo, presidente di Asscomm Porta Venezia e tra i portavoce del nuovo comitato. «Le vie del Quadrilatero Lazzaretto sono assediate da profughi che, nelle ore diurne, bivaccano sui marciapiedi dove svolgono anche le loro funzioni fisiologiche. Noi facciamo ancora una volta appello al prefetto perché intervenga, ma se il problema non si risolverà in tempi rapidi saremo costretti a utilizzare vigilanti privati armati per garantire la sicurezza e il decoro nel nostro quartiere». Il quadro denunciato dai residenti è da brividi. «Ristoranti, bar e negozi di vicinato hanno subito un calo di clientela del 70%, mentre i cittadini non ne possono più di dover scavalcare e litigare con i presunti i profughi seduti o sdraiati sui marciapiedi», sottolinea Longo.
A peggiorare ulteriormente le cose, il proliferare di un sottobosco di attività illegali. Il traffico di sim card contraffatte, del quale diamo conto nell’articolo di apertura, rappresenta solo la punta dell’iceberg. «La mancanza di controllo ha portato a un incremento di spaccio di droga, produzione di documenti falsi, traffico umano verso il Nord Europa, speculazione edilizia e prostituzione minorile», denuncia il portavoce del comitato. «Ricordo che Pisapia bocciò le ronde dei residenti dicendo che ci avrebbero pensato le istituzioni a risolvere il problema», attacca il vicepresidente del consiglio comunale, Riccardo De Corato. «Il problema però non solo non ha trovato soluzione, ma è addirittura peggiorato».
Da qui l’idea dei residenti di ricorrere a guardie private, misura già adottata in Galleria Buenos Aires e in via Masera. «Abbiamo un ex maresciallo dei carabinieri che durante la notte allontana le persone che stazionano davanti ai palazzi», conferma Elena Santambrogio, del Comitato Abruzzi-Piccinni. «Da quando c’è lui i furti nelle auto e i danneggiamenti sono diminuiti». Peccato che per ottenere questo risultato le famiglie abbiano dovuto auto-tassarsi. «Il Comune, invece, incassa le tasse dei cittadini senza garantire loro i servizi», attacca Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia. «Ancora ieri (domenica, ndr) uomini e mezzi sono stati schierati per l’inutile domenica pedonale in Buenos Aires, mentre c’è un’emergenza che dura ormai da più di un anno alla quale non si è fatto fronte». Dalla Prefettura, intanto, arriva un’apertura che sembra testimoniare l’intenzione di creare un rapporto diretto con i cittadini. «La situazione di Porta Venezia ha la massima attenzione, tanto da essere stata esaminata ripetutamente nell’ambito dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza presieduti dal prefetto», spiegano da corso Monforte. «Siamo pronti a incontrare i rappresentanti del comitato per affrontare insieme la questione e condividere le strategie».

di Dino Bondavalli

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Commenti all'articolo

  • lureal1913

    30 Settembre 2015 - 11:11

    lo Stato dove sta?

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