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No del consiglio di zona al progetto comunale

Il Giardino dei Giusti sul Monte Stella spacca la sinistra

Il Giardino dei Giusti sul Monte Stella spacca la sinistra

«La bocciatura del progetto per il Giardino dei Giusti da parte del Consiglio di Zona 8 è un fatto politico grave». Reazioni a caldo quelle di Sel, che fanno intendere una vera e propria spaccatura all’interno della sinistra, dopo il parere negativo tout court dei consiglieri di zona piddini al progetto di riqualificazione del Giardino dei Giusti discusso giovedì sera in consiglio di zona. Una guerra aperta che va avanti da mesi e mesi tra corsi e ricorsi dei comitati cittadini.
Ma facciamo un passo indietro. La trasformazione dell’area è stata affidata dal Comune all’associazione Giardino dei Giusti, e prevede una serie di interventi progettati dall’architetto Stefano Valabrega: un auditorium-anfiteatro e installazioni murarie. Il progetto però, approvato a giugno dalla giunta di palazzo Marino con il parere favorevole della Sovrintendenza alle Belle Arti e Paesaggio, non ha mai incontrato il favore dei comitati dei residenti che negli scorsi mesi hanno più volte protestato, chiedendo di rivederlo e di garantire la tutela del verde.
Tra gli aspetti critici evidenziati dai cittadini infatti, ci sarebbero l’invasività delle opere (2800 mq circa), l’uso di materiali incongrui per l’equilibrio del parco (acciao corten, acciaio zincato, reti elettrosaldate, cemento armato) e la presenza di fondazioni permamenti in calcestruzzo. Le stesse ragioni che, giovedì sera, hanno portato il Consiglio di zona 8 a bocciare il progetto. Da un lato c’erano i consiglieri di Sel a sostenerlo, dall’altro quelli Pd di zona, Rifondazione, Verdi, Radicali, Italia dei Valori e Centrodestra a bocciarlo. Il risultato è stato un dissenso decretato a maggioranza per «il bene comune dei milanesi», che ha indignato non poco il centrosinistra, sorpreso dal «tradimento» dei suoi stessi consiglieri. «Con dispiacere ho appreso la decisione di alcuni partiti come Rifondazione e Verdi di votare con Fi e Ncd, spaccando il centrosinistra di zona 8», ha commentato Pietro Bussolati, segretario del Pd di Milano, «non è certo così che si costruisce l’unità all’interno del nostro schieramento politico».
Dello stesso parere l’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, che ha trovato «inquietante» la creazione di una «maggioranza tra estrema sinistra e destra».
A spiegare le ragioni del presunto voltagabbana ci ha pensato la consigliera Pd Rosaria Iardino, ribadendo che la «zona ha espresso democraticamente il proprio punto di vista» perchè la «politica è prima di tutto stare sempre e comunque dalla parte dei cittadini».
Nessun tradimento dunque alla base della bocciatura, ma solo la volontà di preservare «un luogo sacro per i milanesi» che, con l’approvazione del progetto, potrebbe invece diventare un ricettacolo di malavita.
«È successo già con il Parco della Martesana, dove la costruzione di un teatro ha comportato il proliferare di bivacco, spaccio e altri fenomeni del genere», ha spiegato il consigliere di Fi, Fabrizio De Pasquale. «Non possiamo permettere che accada ancora».

di ALESSANDRA PARLA

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