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L'invasione sui Bastioni

Profughi a Porta Venezia: anche la comunità eritrea e etiope contro bivacchi e degrado

Profughi a Porta Venezia: anche la comunità eritrea e etiope contro bivacchi e degrado

Contro i bivacchi e il degrado a Porta Venezia adesso manifestano anche gli africani. Questa mattina in via Lazzaro Palazzi si terrà, a partire dalle 11.30, una conferenza sui disagi che hanno colpito la zona a seguito dell’ondata di profughi che ha interessato Milano nei mesi scorsi. E tra i rappresentanti che prenderanno parola ci sono, per la prima volta, anche «eminenti esponenti della Comunità eritrea ed etiope che vogliono collaborare con gli altri cittadini, resistenti e commercianti del quartiere per, tutti uniti, ridare al Quadrilatero del Lazzaretto quelle dignità, sicurezza e qualità della vita che da tempo sono scomparse», come si legge sul volantino dell’iniziativa.
Così a passarsi il microfono saranno proprio Teclemariam Ghebreyesus (presidente della Comunità etiope di Milano) e Joannes Hidris (portavoce di quella eritrea). «Da oggi la nostra associazione cambia nome in “Comitato Italo - Africano di Liberazione di Porta Venezia”», fa sapere - soddisfatto - Paolo Uguccioni, uno degli organizzatori dell’evento. Già: a piazza Oberdan e dintorni non si fermano a denunciare la «miseria che ha colpito ristoranti, negozi e bar». No, puntano il dito anche sui problemi dei migranti perché - si legge sempre nella locandina - «peggio dei cittadini stanno i profughi, abbandonati a loro stessi, che stazionano senza una vera ragione o prospettiva».
«Noi da sempre ci battiamo contro gli sprechi e per la legalità», commenta Luca Longo, commerciante e portavoce del Comitato, ma soprattutto esperto di questioni umanitarie. Longo, infatti, da anni si occupa di micro e macro progetti che riguardano il terzo e quarto mondo, collabora con alcune associazioni che trattano di adozioni internazionali. «Tutti i giardinetti di Porta Venezia oramai sono diventati di centri di accoglienza a cielo aperto, e questo è già di per sé uno scandalo. Ma la cosa più vergognosa è che tra i migranti che bivaccano lì (sono migliaia ogni giorno) ci sono moltissimi bambini. Nessuno fa niente, e nessuno s’indigna: il primo responsabile è lo Stato», attacca.
E proprio quello dei minori sarà uno dei temi trattati durante la conferenza. «L’attenzione pubblica deve spostarsi verso la problematica dei più piccoli che oggi sono abbandonati a loro stessi. Molti di loro non sono nemmeno identificati, non sappiamo neanche quanti ce ne siano effettivamente a Milano», chiarisce Longo e poi aggiunge: «Su questo punto non faremo sconti a nessuno. Non ci renderemo complici di chi nega ai minori il diritto di essere bambini».
Sul tavolo del convegno, infine, anche i costi dell’accoglienza: quanto è stato speso e come sono stati utilizzati i fondi per gestire l’emergenza profughi a ridosso dei bastioni di Porta Venezia? Il grido collettivo (stavolta bipartisan, milanese e africano) è quindi uno solo: «Esigere che le istituzioni facciano il loro dovere ascoltando le istanze e le proposte di via Palazzi».

di CLAUDIA OSMETTI

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