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Sette giorni per trovare la quadra

Berlusconi cerca candidati per Milano, ma continua il pressing su Salvini

Berlusconi cerca candidati per Milano, ma continua il pressing su Salvini

Silvio Berlusconi s’è preso una settimana di tempo. Vuole sondare una serie di personalità del mondo dell’economia o dell’università, alla ricerca del candidato sindaco di Milano. Dopo aver messo a fuoco una rosa di nomi, la sottoporrà a Matteo Salvini. È quanto emerso dopo l’incontro dei due leader, andato in scena domenica sera ad Arcore e a cui sono seguiti altri contatti tra i rispettivi entourage. Il centrodestra ha preso atto che Paolo Del Debbio non vuole scendere in campo, nonostante una corte spietata che ha visto il Carroccio in prima fila.
Al momento non c’è ancora un piano B, ma aumenta il fronte di chi vorrebbe lanciare Salvini in persona. Il diretto interessato non ha mai nascosto il desiderio di tornare a Palazzo Marino, dove è stato un ventennio come consigliere comunale a partire dal 1993, ma ora vuole tentare il grande colpo: Palazzo Chigi. Per questo prende tempo, ma sotto sotto non esclude nulla perché la sfida amministrativa lo affascina.
Per ora ha portato a casa un risultato che riteneva imprescindibile. Convincere gli azzurri a scaricare il Nuovo centrodestra. Mentre Roberto Maroni lo invita a imbarcare anche Angelino Alfano in vista della battaglia per Palazzo Marino, così da non mettere a rischio la giunta lombarda, il leader ripete che non vuole accordi col ministro dell’Interno perché «è organico a Renzi e al centrosinistra». L’ha scandito anche al Cavaliere domenica sera. L’ha ribadito nelle ultime ore. E infatti Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale in quota Ncd, ha replicato con una vera e propria dichiarazione di guerra: «Salvini deve sapere una cosa: non possiamo essere buoni per votare le leggi e le mozioni che piacciono alla Lega al Pirellone e non essere buoni per fare gli accordi a Milano». E poi: «Ha ragione da vendere Maroni», che teme per il suo esecutivo.
A questo va aggiunto che Bobo s’è speso pubblicamente a favore di Maurizio Lupi, ex ministro ciellino del governo Renzi e nella stessa squadra dell’ex Guardasigilli. «Sarebbe un ottimo candidato», ha osservato più volte. Ma è un’ipotesi che Salvini non vuole neanche prendere in considerazione, a dimostrazione di quanto i due dirigenti lumbard siano divisi su questo tema. Quando gli riferiscono le parole di Cattaneo, Salvini fa spallucce: è sicuro che il Nuovo centrodestra non abbia numeri elettorali significativi. Ricorda che in Veneto, Luca Zaia ha stravinto anche senza gli uomini di Alfano e nonostante il doloroso strappo col sindaco di Verona Flavio Tosi. E ancora. Il capo lumbard è anche convinto che una crisi al Pirellone rischi di essere pericolosa soprattutto per Ncd, che ora è nella stanza dei bottoni ma che in caso di nuove elezioni potrebbe uscire indebolito. «Poi si vota in primavera, di questo passo Alfano rischia di restare solo», aggiunge l’europarlamentare.
La Lega si chiarirà ulteriormente le idee lunedì, in occasione del consiglio federale. Il leader e il governatore lombardo si sono scambiati alcuni sms per stemperare le tensioni degli ultimi giorni per le differenti opinioni su Ncd, ma per spazzare via quelle che entrambi definiscono «semplici incomprensioni» servirà un faccia a faccia.
Il segretario è a Strasburgo fino a domani, poi tornerà in aereo Italia. Molto probabilmente per fare rotta su Roma. Ma il suo cellulare è incandescente e attende novità. Anche da Arcore. Dove avrebbero pensato di lanciare, tra gli altri, anche alcuni big come Paolo Romani o Mariastella Gelmini. «Ma ora devo fare alcune telefonate», ha confidato il Cavaliere, desideroso di convincere qualche nome di peso e preoccupato che il centrosinistra possa schierare il commissario di Expo Giuseppe Sala.
Ieri, intanto, il Consiglio regionale lombardo ha approvato un ordine del giorno per chiedere più autonomia, sollecitando l’applicazione dei costi standard. Favorevoli centrodetsra e centrosinistra, si sono astenuti i grillini. Il documento prevede che il presidente Cattaneo e il governatore Maroni si impegnino a promuovere le istanze competenti sedi parlamentari.

di MATTEO PANDINI

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